Bilancio, tariffe e tasse restano invariate

30 Aprile 2016

L’amministrazione: «Non tocchiamo scuola e sociale», ma non viene chiarito cosa è stato tagliato. Oggi il varo in giunta

TERAMO. «Nessun aumento di tariffe e tasse». E' questo il tratto essenziale del bilancio di previsione evidenziato dall'amministrazione comunale. Il documento contabile sarà approvato oggi dalla giunta, nell'ultimo giorno utile che coincide con il termine dettato dalle norme, e stando alle indicazioni emerse finora l'erogazione di servizi resterà inalterata rispetto all'anno passato.

Il concetto è contenuto nel passaggio chiave del documento diffuso dal Comune. «I criteri che hanno guidato gli amministratori per la predisposizione del bilancio si sono basati su alcuni principi inderogabili», si afferma nel testo, «non aumentare le tariffe relative ai servizi e continuare a garantire questi ultimi per la scuola e per il sociale». Da qui derivano le successive considerazioni. «In termini concreti ciò significa che non vi sarà aumento di tariffe e tasse locali», fa notare l'amministrazione, «che non saranno esternalizzati gli asili nido e le scuole materne; che si continuerà a garantire l'eccellenza delle prestazioni quali, ad esempio, la cucina in ogni asilo; che si continuerà a garantire, probabilmente unico comune capoluogo in Italia, 21 ore di assistenza ai disabili nelle nostre scuole, a fronte della media nazionale che si attesta tra le 11 e le 15 ore; che sarà ancora effettuato il servizio di trasporto scolastico».

Le principali questioni che nei mesi scorsi hanno suscitato allarmi e polemiche, insomma, secondo quanto riportato nel testo sono state superate senza ripercussioni negative sulle prestazioni e sui costi a carico dei cittadini. L'amministrazione, però, fa riferimento a «scelte subordinate», che non vengono meglio precisate, imposte dalla necessità di far quadrare i conti pur confermando l'indirizzo di non aumentare tasse e tariffe. L'unica criticità evidenziata riguarda la cosiddetta «anticipazione di cassa», in pratica il ricorso a prestiti per coprire spese da ripianare con gli introiti stimati sui tributi locali. La somma così reperita è indicata in circa quindici milioni di euro, che trova giustificazione nelle quote della tariffa sui rifiuti non versate negli ultimi quattro anni dai contribuenti per un ammontare di circa dodici milioni di euro e nei quattro milioni di credito che il Comune vanta nei confronti del Ruzzo. A questi, inoltre, andrebbero aggiunti i cinque milioni che il governo deve girare all'ente a titolo di rimborso dei mancati introiti derivati dall'abolizione dell'imposta sulle abitazioni principali. Secondo i calcoli dell'amministrazione Brucchi, dunque, il totale dei crediti elencati compensa ampiamente l'importo dei prestiti bancari. Il dato sull'anticipazione di cassa, comunque, è l'unico parametro non in linea con i dieci punti dettati dal governo per misurare l'efficienza degli enti pubblici.

L'amministrazione annuncia poi che il bilancio sarà portato in consiglio entro la fine del mese di maggio, come previsto dalla legge, per il varo definitivo. Su questo adempimento, però, grava l'incertezza della crisi in maggioranza. Senza una soluzione a stretto giro, la gestione passerà al commissario.

Gennaro Della Monica

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