Bill Gates finanzierà una ricerca dello Zooprofilattico

L’interesse del magnate americano è stato confermato dal direttore Mattioli nella sua prima conferenza stampa
TERAMO. L’uomo più ricco del mondo, Bill Gates, potrebbe finanziare un importante progetto di ricerca e di cooperazione internazionale promosso dall’Istituto zooprofilattico di Teramo. Il fondatore e attuale presidente onorario della Microsoft ha espresso la sua manifestazione di interesse a finanziare il progetto attraverso la sua fondazione, la “Bill and Melinda Gates Foundation”. A renderlo noto è stato Mauro Mattioli nella sua prima conferenza stampa da direttore dello Zooprofilattico, incarico che ricopre da tre mesi, per il 75° compleanno dell'Istituto. Mattioli non ha voluto fornire molti particolari riservandosi di divulgarli dopo l’ufficialità, ma ha confermato che la fondazione del magnate statunitense è interessata a finanziare un progetto di contenimento delle malattie infettive che colpiscono i capi di bestiame di alcune regioni africane. Un problema che si ripercuote anche sulla popolazione che vede diminuire la possibilità di procurarsi del cibo, e che l’istituto pensa di arginare con un progetto di ricerca finalizzato a contrastare l’infezione e con la costruzione di nuovi laboratori. Il tutto contando sulla disponibilità della fondazione di Bill Gates.
Mattioli, presentando i traguardi e le ambizioni dell’istituto zooprofilattico, è apparso sereno anche sulle relazioni con il ministero della Salute, con cui dice di rapportarsi con serenità, mentre sul taglio dei finanziamenti all’istituto ha dichiarato che tutti i fondi pubblici concessi agli istituti zooprofilattici italiani hanno avuto un calo lineare del 2,5%. Originale e molto improntata all’impostazione da docente la presentazione che Mattioli ha fatto dell’istituto e delle sue molteplici attività che non sono solo quelle strategiche dei centri di referenza, come l’nagrafe bovina, ma anche quelle sulla genomica e sulla clonazione. Per Mattioli l’istituto è dotato di una struttura modernissima ed è pronto per attivare dottorati di ricerca legati alla diagnostica in collaborazione con l’università. E tra le attività più recenti – alcune note, come la valutazione della contaminazione ambientale avvenuta per l’incendio di Ancarano o l’indagine sulla moria di vongole in alcuni tratti dell’Adriatico – spiccano curiosità nel settore alimentare e della zootecnia: «Una voce crescente delle funzioni dell’istituto», ha detto Mattioli, «inizialmente molto orientata alla ricerca di elementi patogeni negli alimento, oggi più focalizzata sulla qualità e sui valori nutrizionali ai fini della tracciabilità. Non tutti sanno ad esempio che siamo in grado di eseguire una risonanza magnetica su un pecorino di Farindola per verificare la sua caratterizzazione attraverso l’impronta digitale». Così come non è molto noto che l’ente è riconosciuto per la certificazione e i controlli di tutti i prosciutti esportati negli Stati Uniti.
Il 75° anniversario dell'istituto Caporale è stato l’occasione infine per fare il punto sulla nuova sede dello Zooprofilattico a Colleatterrato. Si tratta di un’opera da 51 milioni di euro finanziata in parte dal ministero della Salute, in parte dalla vendita di alcuni beni dell’istituto e in parte dai fondi del Masterplan della Regione Abruzzo. I terreni sono già stati acquistati. Mattioli, sollecitato sui tempi per la posa delle prima pietra ha risposto: «Quando avremo la posa della prima firma», cioè l'ok del Governo al Masterplan.
Marianna De Troia
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