Bim, D’Alonzo si fa da parte: si tornerà al voto tra due mesi

Il presidente sceglie di dimettersi alla vigilia dell’assemblea in cui poteva essere sfiduciato I partiti al lavoro per trovare la quadra su un nome condiviso, si discute anche di Ruzzo e Mote
TERAMO. Le dimissioni da presidente del consorzio Bim a poche ore dall’assemblea consortile di domani, quando è previsto il voto sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti e l’elezione contestuale del suo successore. Potrebbe essere questa la mossa, alimentata e data quasi per certa dai rumors della vigilia, di Giuseppe D’Alonzo che in questo modo taglierebbe la strada al rivale battuto alle ultime elezioni consortili Marco Di Nicola, che si è proposto di prendere il suo posto attraverso una votazione ad alzata di mano durante l'assemblea di domani. La mossa di D’Alonzo farebbe cadere la mozione di sfiducia presentata dalla maggioranza dei delegati e porterebbe a nuove elezioni, che dovrebbero svolgersi entro 60 giorni dalla presentazione delle dimissioni. In queste elezioni voterebbe l’attuale assemblea consortile che, rieletta quest’anno, resta in carica per cinque anni, fino al 2027, con la possibilità dei sindaci di revocare e nominare nuovi delegati.
L’indizione delle nuove elezioni metterà in moto manovre politiche che guardano ben più lungo dalla presidenza del Bim e virano anche verso quella del Ruzzo e del Mote. Con interlocuzioni già in atto in vista del possibile ritorno alle urne, le forze politiche cercheranno di evitare di andare a contare fino all’ultimo voto come è accaduto per l’elezione di D’Alonzo, che ha trionfato solo per due preferenze su Di Nicola, e di trovare la quadratura su un nome condiviso, traversale e che abbia un ampio sostegno. Di Nicola potrebbe riproporsi come candidato, ma dal centrosinistra arriverebbero più nomi che potrebbero battersi come il sindaco di Castelli Rinaldo Seca, quello di Bellante Giovanni Melchiorre, quello di Mosciano Giuliano Galiffi o il delegato di Teramo Graziano Ciapanna.
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