Bim, Minosse attacca: spese immotivate nel nuovo corso

27 Luglio 2022

TERAMO. Spese immotivate che privilegiano comunicazione e sagre alle opere pubbliche. Evoca lo spettro del danno erariale, oltre che interventi della magistratura penale, l’ex presidente del Bim...

TERAMO. Spese immotivate che privilegiano comunicazione e sagre alle opere pubbliche. Evoca lo spettro del danno erariale, oltre che interventi della magistratura penale, l’ex presidente del Bim Gabriele Minosse per la nuova gestione del consorzio. Nel mirino finiscono così atti della giunta guidata da Giuseppe D’Alonzo che il suo predecessore elenca in una lunga lettera aperta indirizzata ai sindaci chiamati a votare alcuni di quei provvedimenti nell’assemblea di domani. «Il “nuovo corso” è stato inaugurato con l’istituzione – per la prima volta nella storia del Bim – dello staff del presidente, che tra i primi atti ha aumentato i costi del personale con un’assunzione nel massimo profilo e a chiamata diretta», evidenzia Minosse, «poi è proseguito destinando 70mila euro del bilancio del Bim a progetti di comunicazione, che come si vede dall’albo pretorio vengono valutati e approvati nei rispettivi budget direttamente dal presidente e dal consiglio direttivo, con criteri di totale discrezionalità ed evidentemente sulla base delle simpatie/antipatie personali visto che i componenti dell’organo politico, per quanto smart, non mi risulta abbiano competenze in materia».
Secondo l’ex presidente si tratta di «fondi pubblici sottratti ai Comuni e ai territori, che ho il sospetto non siano stati minimamente coinvolti in queste scelte. Il risultato è che in nemmeno due mesi di distribuzione a pioggia dei fondi del consorzio, l’organo politico ha dovuto correre ai ripari con una variazione di bilancio “urgente”, che sposta i fondi dal capitolo opere pubbliche a favore dei Comuni alla voce eventi e sagre, evidentemente più gettonati, ma resta veramente difficile capire come si giustifica l’urgenza di un tale provvedimento, che l’assemblea sarà chiamata a ratificare, assumendosene ovviamente tutte le responsabilità».
Altra questione spinosa, sempre a detta di Minosse, «è lo scioglimento della convenzione per il servizio ragioneria con il Comune di Cortino, convenzione sottoscritta quando io ero presidente per coprire un servizio essenziale dopo il pensionamento di chi se ne occupava. Il non ancora ratificato componente dell’assemblea sebbene presidente D’Alonzo vi chiede di assumervi la responsabilità di sciogliere unilateralmente la convenzione un anno prima della sua scadenza naturale e, subito dopo, di assumervi la responsabilità di sottoscriverne una nuova, per l’utilizzo della ragioniera del suo Comune di provenienza, Crognaleto». Minosse sollecita spiegazioni relativamente a questa scelta ed evidenzia che l’ente avrebbe professionalità interne, maturate ne frattempo, per tornare a gestire in proprio quest’attività. (g.d.m.)