Bimba morta di leucemia causa civile dopo 6 anni

16 Settembre 2014

Il caso di Maria Teresa Nallira: martedì giurano i periti nominati dal giudice I familiari citano la Asl teramana che chiama in causa quella di Pescara

TERAMO. In un garbuglio formale di fascicoli e procedure l’unica certezza sono i tempi dilatati. All’infinito. «Purtroppo sono quelli della giustizia» commenta sconsolato l’avvocato Vincenzo Di Gialluca. E nei giorni caldi di una riforma che provoca scintille tra governo e toghe, l’ennesima storia di tempi lumaca della giustizia civile arriva dal caso di Maria Teresa Nallira, la bambina di 6 anni di Montorio morta nel 2008 per una leucemia fulminante non diagnosticata in tempo. A sei anni dalla morte, a quattro dal processo penale di primo grado al termine del quale la pediatra Mariangela Ferrari è stata condannata ad un anno e quattro mesi per omicidio colposo e ad un anno falso materiale e ideologico per aver manomesso la cartella clinica della piccola, la causa civile avviata dai genitori della bimba nei confronti della Asl è ancora agli albori. I periti del tribunale sono stati nominati solo da poco e per oggi è stata fissata l’udienza per il giuramente davanti al giudice titolare Mauro Pacifico. Perchè in questi anni i familiari, assistiti dall’avvocato Di Gialluca, hanno seguito scrupolosamente la legge che, per la sanità, rende obbligatorio il procedimento di mediazione prima di intentare la causa civile. «Ma al procedimento di mediazione», spiega Di Gialluca, «l’azienda sanitaria non si è presentata. Siamo amareggiati anche perchè nel frattempo ci sono due Asl che si palleggiano le responsabilità». Al termine del processo penale di primo grado, infatti, l’allora gip Marina Tommolini, sulla base della relazione di un suo perito che adombrava responsabilità anche nei confronti dell’ospedale di Pescara dove la piccola morì dopo un trasferimento d’urgenza da quello di Teramo, inviò gli atti alla procura di Pescara. Che, dopo aver disposto delle indagini, ha già presentato al gip tre richieste d’archiviazione a cui i familiari della piccola si sono opposti. Nel frattempo, in sede di procedimento civile al tribunale di Teramo, la Asl di Teramo ha citato in causa l’azienda sanitaria di Pescara. Dopo il giuramento di martedì i periti inizieranno il loro lavoro di esame della mole di documentazione che accompagna il caso della bambina. Maria Teresa il 26 febbraio del 2008 accusò un forte mal di pancia e sonnolenza. Venne portata all'ospedale di Teramo. I medici la rimandarono a casa sospettando un virus intestinale. Le sue condizioni non migliorarono e due giorni dopo i genitori la riportarono in ospedale. La bimba venne nuovamente visitata in pediatria e dimessa con la stessa diagnosi. Ma le sue condizioni peggiorarono. Il giorno dopo i genitori la riportarono in ospedale e la bimba venne ricoverata. Solo nel tardo pomeriggio venne fatto il primo prelievo di sangue che evidenziò valori altissimi di globuli bianchi. Venne trasferita d'urgenza a Pescara dove morì il 6 marzo.

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