Bimba scrive al Papa: «Ridacci una chiesa»

Montorio non ha luoghi di culto agibili, l’obiettivo è riaprire San Rocco dopo la messa in sicurezza
MONTORIO. «Caro Papa, ho pensato di scriverti perché dopo l’ennesima messa trascorsa sotto un tendone, con l’acqua che mi scorreva sotto i piedi e gli spifferi d’aria che mi attraversavano le gambe, sono stufa. Non posso pensare che passi un nuovo Natale al freddo e al gelo senza che nessuno se ne preoccupi». Ha inizio così la lettera inviata la scorsa settimana da Martina Di Carlantonio, una bimba di 10 anni di Montorio, al Santo Padre per denunciargli la situazione in cui versa il suo paese, che di fatto non ha più chiese. «La nostra chiesa», scrive ancora la bimba, «è da oltre un anno una tenda spoglia e semplice, troppo calda sotto il sole cocente dell’estate e tropo fredda d’inverno». Cresciuta con la paura del terremoto, prima dell’Aquila e poi di Amatrice, Martina conclude la sua missiva indirizzata al Papa così: «Per questo Natale ho un desiderio, quello di tornare ad ascoltare la messa sotto un tetto. Ho un desiderio troppo grande? Almeno per giugno, quando farò la prima comunione, il mio desiderio potrà avverarsi?».
Forse il desiderio di Martina, che sicuramente ha interpretato anche quello dei fedeli montoriesi, si sta per avverare. È di ieri, infatti, la notizia del completamento dei lavori di messa in sicurezza della chiesa di San Rocco, dove sono state eseguite delle opere provvisionali con ponteggi e puntellamenti delle capriate del soffitto e la messa in sicurezza delle arcate per evitare crolli su altari, opere d’arte e mobilio di valore storico contenuti all’interno. Lavori di cui si discuterà questa mattina nella sede municipale, nel corso di un tavolo tecnico che vedrà insieme l’impresa, i tecnici incaricati e quelli degli uffici comunali. Bisognerà valutare se con gli interventi eseguiti sarà possibile o no riaprire l’edificio al culto. «L’intenzione», spiega il sindaco Gianni Di Centa, «è tornare ad avere almeno una chiesa a disposizione, visto che saranno due gli edifici sacri interessati da lavori di sistemazione. Oltre a San Rocco, dove un intervento da 900mila euro completerà il restauro già avviato sia nella parte della copertura che in quella sottostante alla pavimentazione, sono stati finanziati anche i lavori di sistemazione, per 300mila euro, della chiesa dei Cappuccini, che presenta problematiche al tetto e su una parete esterna».
Catia Di Luigi
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