«Bimbi disabili lasciati senza ascensori»

Mamma protesta: nel centro di neuropsichiatria infantile grandi medici ma struttura inadeguata
TERAMO. «È assurdo che in un centro frequentato da persone e bambini con disabilità, eccellente dal punto di vista medico, gli ascensori non hanno mai funzionato e continuano a non funzionare». Questa la protesta di una mamma di una bambina diversamente abile seguita dal reparto di neuropsichiatria infantile del Dipartimento di salute mentale della Asl di Teramo situato in contrada Casalena.
Un reparto, come spiega la giovane madre, «che per una parte si trova nel piano sotterraneo dell’edificio e dove l’accesso per i bambini con disabilità è impossibilitato perché gli ascensori non funzionano e la situazione di disagio si protrae da anni. Qualche mese fa pioveva tantissimo e si è creata una situazione di panico», prosegue nel racconto, «mia figlia era in carrozzina e non sapevo come scenderla al piano di sotto perché da sola sulle scale non ce l’avrei fatta e con la carrozzina bagnata temevo potesse scivolarmi dalle mani. Peraltro, in quel momento non c’era nessuno a cui chiedere aiuto e alla fine mi sono dovuta appellare ai sanitari che sono stati molto disponibili. Ho lamentato il disagio, ma nulla è cambiato perché sono tornata in questi giorni e ho trovato la stessa situazione che deve essere risolta al più presto».
E il non funzionamento degli ascensori non è il solo problema evidenziato dagli utenti. «Quando fa molto freddo il riscaldamento è insufficiente ed è accaduto che mia figlia, che era in un periodo delicato per un intervento cardiaco, non ha potuto essere visitata. Spogliarla avrebbe potuto causarle conseguenze e anche questo è un problema da affrontare», lamenta ancora la giovane mamma, che si ritiene molto rammaricata dei disservizi legati alla struttura rispetto al perfetto ed eccellente funzionamento del centro. «Voglio evidenziare e ribadire che tutto il centro e il reparto dal punto di vista medico sono straordinari e tutto il personale, al quale va il mio personale elogio e ringraziamento, è lodevole professionalmente ed umanamente», conclude, «io e mia figlia ci troviamo benissimo ed è un vero peccato che in una così importante e funzionante struttura si debbano creare questi problemi che, se affrontati, sarebbero di facile risoluzione».
Adele Di Feliciantonio
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