Bimbo di 9 mesi investito e ucciso Chiesto il processo per l’anziano

13 Dicembre 2022

Il piccolo era sul passeggino e con la nonna stava attraversando la strada sulle strisce pedonali All’uomo di 89 anni il pubblico ministero contesta l’omicidio stradale e le lesioni gravi per la donna

TERAMO. Le inchieste giudiziarie scandiscono tragedie che con il tempo possono solo diventare più dolorose. Soprattutto quando declinano vite che non ci sono più. Come in questo caso. La Procura ha chiesto il processo per l’uomo di 89 anni che era alla guida dell’auto che investì il piccolo Damiano Merlitti, il bambino di 9 mesi che a marzo venne travolto e ucciso mentre era sul passeggino con la nonna che stava attraversando la strada sulle strisce pedonali a Pagliare di Morro d’Oro.
Il pm Silvia Scamurra (a cui è passato il fascicolo del pm Andrea De Feis da qualche mese in servizio alla Procura di Bologna) dopo aver firmato l’avviso di conclusione delle indagini, confermando le accuse di omicidio stradale per l’uomo di 89 anni che era alla guida della macchina che quel giorno travolse il piccolo, ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio. L’anziano è indagato anche per lesioni gravi: ipotesi di reato contestata in riferimento alla nonna che nell’incidente riportò varie fratture.
La mattina del 25 marzo il bambino era sul passeggino portato dalla nonna e insieme stavano attraversando sulle strisce pedonali della statale 150 quando vennero travolti dalla Jeep guidata dall’anziano di Roseto, in passato con un incarico di “nonno vigile”. Un urto violentissimo con il piccolo sbalzato e finito a terra a qualche metro di distanza dal luogo dell’impatto. I soccorsi furono immediati, con la nonna portata all’ospedale di Teramo e il piccolo trasportato in elicottero al Bambin Gesù di Roma, nella rianimazione pediatrica di uno dei centri di eccellenza italiani per i traumi di questo genere. Ma niente riuscì a salvare la vita del bambino dceduto dopo sei giorni di coma per le gravissime conseguenze del trauma cranico e dell’emorragia cerebrale. Il piccolo Damiano era figlio unico di una coppia amata e stimata da tutta la comunità locale. L’investitore agli agenti della polizia stradale (delegati alle indagini) disse di essere stato abbagliato dal sole. L’alcoltest risultò negativo. «Per colpa», si legge nell’avviso di conclusone, «consistita in negligenza, imprudenza, imperizia ed inosservanza delle norme che regolano la circolazione stradale, tenendo una condotta di guida disattenta ed una velocità inadeguata alle caratteristiche e condizioni della strada». L’udienza davanti al gup è fissata per metà gennaio. In quell’occasione il giudice dovrà decidere se mandare l’anziano a processo accogliendo la richiesta della Procura o disporre il non luogo a procedere. L’anziano è difeso dall’avvocato Alessandro Recchiuti.
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