Bimbo lasciato sullo scuolabus: la Procura indaga l’assistente

Il nome iscritto nel fascicolo giudiziario con l’accusa di abbandono di minore, resta fuori l’autista I familiari del piccolo integrano la denuncia con le accuse di lesioni e omissione di soccorso
TERAMO. L’inchiesta giudiziaria muove i primi passi con l’obiettivo di accertare penalmente eventuali responsabilità. A venti giorni dai fatti, c’è un primo indagato per la vicenda del bimbo di tre anni dimenticato sullo scuolabus per otto ore: si tratta dell’assistente che in quell’occasione aveva la responsabilità dei piccoli sul mezzo. Per ora nel fascicolo del pm Francesca Zani c’è solo il suo nome e non quello dell’autista. L’accusa ipotizzata è quella di abbandono di minore, ma non è escluso che prossimamente possano arrivarne altre visto che i genitori del piccolo hanno fatto una integrazione di denuncia per lesioni e omissione di soccorso. Di recente, infatti, l’avvocato Michele Gabriele Di Giuseppe che assiste i familiari, ha presentato una integrazione di denuncia con la certificazione medica (il referto del pronto soccorso è una diagnosi di disidratazione con una prognosi di sei giorni) e la contestazione del reato di omissione di soccorso. Secondo il legale «quando il bimbo è stato scoperto dopo ore nessuno ha chiamato un’ambulanza, cosa che secondo noi andava fatta. L’assistente ha chiamato la mamma al telefono dicendo che era successa una cosa di cui però non poteva parlare al telefono e poi sempre con lo scuolabus il piccolo è stato riportato a casa»
Il fatto è avvenuto a Campli e solo il caso ha voluto che quel giorno le condizioni meteo non fossero buone e che quindi non ci fossero temperature alte che avrebbero potuto comportare conseguenze ben più drammatiche. Secondo una prima ricostruzione sembra che l’assistente non abbia controllato che sul bus non ci fosse più nessuno quando tutti gli altri bambini sono scesi per entrare alla scuola materna (gli asili restano aperti fino alla fine di giugno e quindi in quei giorni il servizio di trasporto scolastico era in funzione). Così l’autista ha riportato il mezzo nel deposito per poi andarlo a riprenderlo nel pomeriggio quando i piccoli vengono prelevati dalla scuola materna e riaccompagnati nelle loro abitazioni. Solamente nel pomeriggio, dunque, si è accorto della presenza del piccolo e ha subito dato l’allarme. Successivamente sia l’assistente sia l’autista dello scuolabus sono stati sospesi dalla società Fratarcangeli che gestisce il servizio di trasporto scolastico da tempo esternalizzato dall’amministrazione comunale di Campli. I genitori del piccolo, che ha iniziato una terapia con una psicologa pediatrica, chiedono giustizia e che «quello che è successo a noi non avvenga più a nessun altro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

