Bimbo lasciato sullo scuolabus: niente dolo, il giudice archivia

12 Luglio 2024

Respinta l’opposizione dei genitori dopo la richiesta della Procura nei confronti di assistente e autista: «Comportamento negligente e superficiale, ma mai animato da intenzione di abbandonare il minore»

TERAMO. «Un comportamento gravemente negligente e superficiale ma mai animato dall’intenzione di abbandonare a se stesso il minore»: è in questo passaggio che l’ordinanza del gip Roberto Veneziano definisce il perché del provvedimento accogliendo la richiesta della Procura e respingendo l’opposizione presentata dai genitori del bambino di tre anni di Campli dimenticato per otto ore sullo scuolabus. E se la negligenza e la superficialità non sempre sono condizioni penalmente perseguibili, in questa vicenda da tragedia sfiorata (in quei giorni del giugno dell’anno scorso aveva piovuto e quindi fortunatamente non c’erano temperature alte che avrebbero potuto comportare conseguenze drammatiche) resta la rabbia dei familiari che si aggiunge a quella di tanti altri genitori che in Italia si sono trovati a vivere la stessa situazione con inchieste dal medesimo epilogo giudiziario.
Nel registro degli indagati erano finiti l’assistente e l’autista del mezzo, entrambi accusati di abbandono di minore, un reato che presuppone il dolo generico ovvero la volontà dell’omissione. Proprio questo aspetto, che in un procedimento penale segna sempre uno spartiacque, era stato uno degli elementi alla base della richiesta di archiviazione presentata dal pm Francesca Zani. Ed è proprio la questione del dolo a fare da filo conduttore all’ordinanza del gip laddove si legge che «nella fattispecie non è possibile configurare l’atteggiamento doloso». I familiari del piccolo all’epoca presentarono la denuncia contestando anche l’ ipotesi di lesioni. Dice l’avvocato Michele Gabriele Di Giuseppe che li assiste: «Da parte loro c’è stata amarezza e delusione per un provvedimento che considerano inspiegabile per quanto riguarda soprattutto il reato di lesioni e malattia». Il fatto avvenne nel giugno dell’anno scorso a Campli e fortunatamente in quel giorno le condizioni climatiche non erano quelle di oggi. Secondo una prima ricostruzione nessuno si sarebbe accorto che sul bus era rimasto un bambino quando tutti gli altri erano scesi per entrare alla scuola materna. Così l’autista aveva lasciato il mezzo nel deposito per poi andarlo a riprendere nel pomeriggio quando i piccoli venivano prelevati dalla scuola materna e riaccompagnati a casa. Solamente allora i era accorto della presenza del piccolo dando l’allarme: per il bambino una diagnosi di disidratazione con una iniziale prognosi di sei giorni. Successivamente sia l’assistente sia l’autista per un periodo sono stati sospesi dalla società che gestisce il servizio di trasporto scolastico da tempo esternalizzato dall’amministrazione comunale di Campli. È ipotizzabile che ora i familiari si rivolgano al giudice civile. Qualche mese fa un caso del genere si è verificato a Montefino con una bambina dimenticata sullo scuolabus per qualche ora.
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