Bimbo morto in campo Il pm acquisisce altri atti

14 Febbraio 2016

Nel fascicolo sul caso Calabretta entrano anche le fasi del primo soccorso Per ora è indagato solo il medico sportivo che fece l’elettrocardiogramma

PINETO. Le procedure seguite nella fase del primo soccorso entrano nel fascicolo sulla morte di Marco Calabretta, il bambino di 9 anni di Pineto che a fine settembre è deceduto mentre giocava a pallone. Molto probabilmente a causa di una fibrillazione ventricolare provocata da una malformazione cardiaca.

Così ha deciso il pm titolare dell’inchiesta Stefano Giovagnoni che nei giorni scorsi ha fatto acquisire all’ospedale di Atri tutta la documentazione riguardante le fasi del soccorso di quel drammatico pomeriggio, a cominciare dalla richiesta di ambulanza fino ai primi interventi fatti nel campo di calcio.

L’obiettivo dell’autorità giudiziaria è quello di valutare la documentazione nell’ambito dell’inchiesta aperta per omicidio colposo. E proprio in questo contesto qualche mese fa la procura ha nominato un altro consulente: si tratta di Alessandro Capucci, cardiologo, ordinario dell’università di Ancona che ha affiancato il medico legale Cristian D’Ovidio (che ha eseguito l’autopsia e già consulente della procura pescarese per la morte del calciatore Piermario Morosini deceduto durante una partita allo stadio Adriatico di Pescara e sulla cui morte è in corso un processo) negli esami disposti su alcuni tessuti prelevati al termine dell’esame.

Nel fascicolo della procura è entrato anche l’elettrocardiogramma eseguito sul piccolo appena qualche giorno prima della morte. Obiettivo dell’autorità giudiziaria è soprattutto uno: la malformazione del piccolo si poteva scoprire con quell’elettrocardiogramma o erano necessari esami più approfonditi? Su questo ruota l’inchiesta del pm che, in presenza di un esame irripetibile come l’autopsia all’epoca dei fatti ha indagato il medico sportivo che ha rilasciato il certificato di idoneità sportiva al piccolo: un atto dovuto per consentire al professionista di nominare un proprio consulente per l’esame.

E’ probabile che già nelle prossime settimane in procura possa arrivare un primo rapporto sull’autopsia e, soprattutto, sull’esito degli esami successivi che potrebbero essere fondamentali nella ricostruzione del fatto ma, soprattutto, nella valutazione di eventuali responsabilità.

Il piccolo Marco nel pomeriggio del 25 settembre si stava allenando con i suoi compagni del Pineto calcio allo stadio “Mimmo Pavone” così come faceva ormai da tempo. Improvvisamente si accasciò a terra, tra le braccia del suo allenatore: inutile ogni soccorso.(d.p.)

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