Bimbo morto in piscina, genitori indagati

Avvisi di garanzia anche per il bagnino e il direttore dell’hotel. Oggi sarà eseguita l’autopsia sul piccolo Tommaso
SILVI. Un silenzio irreale avvolge l’area della piscina dell’hotel Abruzzo Marina di Silvi, dove appena 24 ore prima risuonavano grida e risate dei piccoli ospiti.
Il dolore è ancora tangibile nel luogo in cui giovedì alle 17 ha perso la vita Tommaso Galizzi, il bambino di 5 anni che mentre stava facendo il bagno ha avuto presumibilmente un malore ed è andato a fondo. Il soccorso immediato del bagnino, le manovre rianimatorie assicurate da lui e da un medico ospite della struttura e poi dai soccorritori del 118, non sono servite a nulla.
Tommaso Galizzi è morto e questa mattina sarà eseguita l’autopsia. L’ha disposta il sostituto procuratore Enrica Medori, che sul decesso ha aperto un fascicolo. Attualmente sono quattro gli indagati. I genitori, Riccardo Galizzi e Cristina Milesi, il direttore dell’albergo Cristian Tobia e il bagnino, P.G.. L'ipotesi di reato è omicidio colposo. Si tratta di atti dovuti nell'ambito dell'inchiesta e propedeutici allo svolgimento dell'autopsia, esame tecnico irripetibile. Non a caso alcuni degli indagati nomineranno un perito di parte che parteciperà all’autopsia che si svolgerà stamattina all’ospedale di Teramo. La procura ha conferito l’incarico al medico legale Giuseppe Sciarra, che ha già fatto, subito dopo l’incidente, una prima ricognizione sul corpo del bambino di San Giovanni Bianco, in provincia di Bergamo.
L'ipotesi più credibile del malore, allo stato dei fatti, è la congestione digestiva. Al momento infatti non ci sono segni evidenti di altra causa, come confermato dalla prima ispezione cadaverica e dal rapido esame del cibo rimesso dal piccolo durante le manovre rianimatorie. Un pasto consumato alle 13 e alle 17 digerito solo parzialmente dal bambino. Sul corpo non ci sono traumi evidenti che facciano pensare ad un colpo ricevuto mentre faceva il bagno e che possano essere stati all'origine della perdita dei sensi di Tommaso, finito sott'acqua in pochi secondi.
A conferma di questo, grazie anche alla ricostruzione fatta attraverso le immagini delle telecamere – e visionate anche dai carabinieri della stazione di Silvi intervenuti sul posto – la piscina dell'hotel non è stata posta sequestro, come riferito in un primo momento.
Le telecamere dell’hotel hanno ripreso tutti i tragici momenti: si vede chiaramente il bagnino sul bordo della piscina, a pochi metri dai bambini, buttarsi in acqua e portare il piccolo sul bordo. L’incidente peraltro è avvenuto in un punto in cui l’acqua della piscina – situata fra l’albergo e la spiaggia, vicino al giardino – non è eccessivamente alta, ma probabilmente il piccolo di cinque anni non “toccava”. Il bimbo, infatti, che stava giocando in acqua con il fratello di 8 anni e altri amichetti, si era immerso nella zona riservata ai bambini della piscina unica, separata fisicamente da quella dove l'acqua è più alta. Il recupero del corpicino è invece stato effettuato nella zona adulti, dove il piccolo era scivolato sott'acqua.
La famiglia era arrivata sabato scorso all’hotel Abruzzo Marina, insieme ad un’altra famiglia di parenti stretti, con cui è solita trascorrere le vacanze. Il padre Riccardo è un elettricista. La famiglia, che abita nella frazione Cornalita di San Giovanni Bianco, in Val Brembana, è molto conosciuta. Ieri mattina sono stati raggiunti da altri parenti, che cercano di aiutare padre, madre e fratellino ad affrontare questi primi momenti della tragedia che li ha così duramente colpiti.
Dopo l’autopsia, con ogni probabilità, il sostituto procuratore Enrica Medori darà il nulla osta alla riconsegna della salma ai familiari e il mesto corteo potrà tornare in Val Brembana per il funerale del piccolo Tommaso.
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