Biodigestore, c’è un altro ricorso
Mosciano, lo propone il gruppo Beccaceci per la distanza tra l’impianto e l’abitato
MOSCIANO. Contro la realizzazione dell’impianto di biodigestione in zona stazione di Mosciano c’è un ulteriore ricorso al Tar promosso dalle aziende Cobeco Costruzioni srl, Edilstrade srl e Comavit società agricola srl, tutte del gruppo Beccaceci. L’atto è stato notificato al Comune e la giunta, in data 20 aprile, ha deliberato di incaricare il responsabile dell’area tecnica urbanistica di procedere alla nomina di un legale affinchè provveda alla costituzione in giudizio del Comune di Mosciano. Nel nuovo procedimento amministrativo dinanzi al Tar dell’Aquila è stato coinvolto anche l’ente municipale come controinteressato. Tale procedimento è autonomo e distinto da quello che annovera come parti la Ctip Blu, società promotrice del biodigestore, e il Comune.
Nel nuovo ricorso, che è precedente al quello dello stesso gruppo Beccaceci nel quale si contestava il potenziale inquinamento derivante dall’impianto, le tre società contestano la distanza di almeno 500 metri tra la zona di realizzazione dell’impianto e il centro abitato di Mosciano Stazione e definiscono l’opera potenzialmente lesiva delle destinazioni urbanistiche stabilite dal vigente piano regolatore comunale. I ricorsi pendenti sono stati riuniti e verranno discussi il prossimo 3 giugno, salvo rinvii.
L’amministrazione, a seguito di una nota del sindaco Giuliano Galiffi del 17 aprile, seppur tardivamente, ha deciso di costituirsi anche a sostegno della reale ed effettiva distanza di almeno 500 metri tra l’impianto e le abitazioni. La delibera di giunta è stata assunta in assenza dell’assessore Antonio Burrini, già presidente del “Comitato Stazione” sorto contro il biodigestore e che però, nonostante le battaglie portate avanti contro l’impianto, non ha mai preso parte a nessuna vicenda processuale amministrativa.
Alfonso Aloisi
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