Biodigestore, dal sindaco accuse alla Asl

Mosciano, Galiffi: «Ha dato l’ok senza attendere i dati Arta. Ora la Regione faccia dietrofront»
MOSCIANO. Il sindaco di Mosciano Giuliano Galiffi, nell’imminenza dell’udienza al Tar fissata per il prossimo 3 giugno relativa a diversi ricorsi contro la realizzazione del biodigestore in zona Stazione, invita la Asl di Teramo a riconsiderare il parere sanitario espresso sull’opera a luglio del 2019. Secondo il primo cittadino quel parere favorevole avrebbe fornito un grosso assist al successivo rilascio dell’autorizzazione regionale in funzione della creazione dell’impianto.
In una nota Galiffi evidenzia «le carenze e gli atteggiamenti non certo lineari tenuti dall’azienda sanitaria nella gestione dell’intera vicenda». Nel contempo produce «nuovi e più aggiornati dati sull’impatto che l’opera avrebbe sull’ambiente e sulla salute dei cittadini». In una nota il sindaco di Mosciano ricorda che la Asl, nel maggio 2019, ribadiva la necessità di approfondire la situazione con studi particolareggiati per i quali bisognava attendere il contributo dell’Arta. Ma appena due mesi più tardi rilasciava parere favorevole pur in assenza di approfondimenti. «Tale nuovo atteggiamento», sottolinea Galiffi, «è stato motivato solamente dalla presunta necessità di non poter attendere oltre i risultati degli studi tecnici e, pertanto, è stato emesso un parere in totale contrasto con l’idea stessa di tutela della salute pubblica, sacrificata sull’altare dei tempi del procedimento amministrativo».
Nella lettera viene riferito che i nuovi dati acquisiti dal Comune, sulla scorta di una perizia tecnico-ambientale, hanno evidenziato che «il parere sanitario reso dalla Asl ha omesso di valutare le emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti e nocive per l’uomo». Dunque l’autorizzazione regionale sarebbe stata determinata da dati parziali e non in grado di tutelare la salute pubblica. Il primo cittadino fa notare che la Regione ha addirittura autorizzato l’emissione senza limiti di diverse sostanze cancerogene ed inquinanti quale formaldeide, metillamina, acetaldeide, etil-mercaptano e acido acetico in una zona a ridosso del centro abitato dei quartieri Stazione e Selva, ma anche nel bel mezzo del nucleo industriale frequentato giornalmente da migliaia di lavoratori. «Una decisione scellerata», afferma Galiffi, «e che deve essere rivista soprattutto alla luce dei risultati ottenuti dagli studi commissionati dal Comune». Il sindaco chiede un rapido dietro front e ricorda la richiesta di aiuto estesa ai Comuni confinanti, ma solo quello di Morro d’Oro rispose positivamente. Galiffi ora torna alla carica e si rivolge alle municipalità rivierasche che potrebbero essere danneggiate dagli sversamenti che finirebbero direttamente nel Tordino senza transitare nel depuratore. (al.al.)
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