Biogas dai rifiuti, c’è la conferma: il progetto è tra i primi 15 in Italia

25 Ottobre 2022

Team e Mote incassano un altro giudizio positivo sul biodigestore, ma per i fondi bisogna aspettare Il presidente Saccomandi: «Necessarie ulteriori verifiche, ma riconosciuta la validità della proposta»  

TERAMO. Il biodigestore anerobico dei rifiuti compie un altro passo in avanti verso il finanziamento necessario a realizzarlo. Il progetto da 24 milioni di euro messo in campo dalla Team, società controllata dal Comune che si occupa dell’igiene urbana, e dal Mote, il consorzio che gestisce la raccolta dei rifiuti e altri servizi per conto di 11 centri dell’area interna della provincia, risulta tra i primi 15 a livello nazionale nella graduatoria per i fondi del Pnrr. Il risultato conferma il piazzamento di rilievo ottenuto nella classifica per il Centro sud, che vede il piano per estrarre metano da sfalci e scarti alimentari al decimo posto, e fissa un ulteriore paletto nel percorso per incassare la somma necessaria alla realizzazione dell’impianto. La certezza del finanziamento dovrebbe arrivare per fine anno, quando saranno ultimate le ulteriori verifiche a corredo della prima valutazione da parte dei tecnici dell’ex ministero della Transizione ecologica. «Dobbiamo aspettare ancora e soprattutto capire quante risorse, tra quelle disponibili a livello nazionale, saranno drenate dai progetti che precedono il nostro», spiega il presidente della Team Sergio Saccomandi, «ma di sicuro dalla prima valutazione emerge che la proposta non è campata in aria». Il piano, insomma, ha una validità riconosciuta tra quelli in corsa per ottenere il via libera alla realizzazione.
L’allestimento dell’impianto per l’estrazione di biogas dai rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata porta a porta garantirà, ribadisce Saccomandi, indubbi vantaggi. «Eviteremo il trasporto in regione e fuori dall’Abruzzo che fa aumentare i costi e di fatto vanifica gli effetti economici positivi della differenziazione del pattume», ricorda il presidente, «avremo un nostro impianto e questo ci permetterà di controllare la tariffa a carico degli utenti, limitandola ai costi reali del servizio, produrremo energia che potrà anche essere immessa sul mercato garantendo altri introiti e saneremo una ferita ancora aperta sul territorio». Il biodigestore, infatti, sarà realizzato al posto dell’ex inceneritore di Carapolo.
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