Bisenti, l’addio a Chiara è drammatico

Ai funerali della bimba morta dopo il parto a Pescara la mamma si sente male e va in ospedale
BISENTI. Chiara, questo il nome che hanno scelto per lei, un nome dolce, delicato, evocativo. Sarà ricordata per sempre così la piccola bambina nata morta dopo 7 mesi di gestazione la notte del 15 maggio nell'ospedale civile di Pescara. Il piccolo corpo della bimba, in una semplice bara bianca, è stato battezzato contestualmente al suo funerale nella chiesa di Bisenti. Erano presenti i familiari e i concittadini che si sono stretti al lutto della mamma Luisa, del papà Vito e del fratellino Francesco. Una cerimonia composta, ma segnata dal dolore.
Soprattutto quello della madre, visibilmente scossa e ancora provata dal dolore psicologico e fisico. La donna, nel corso del rito funebre, si è sentita male ed è stata portata in ospedale. La messa non era ancora terminata e nel silenzio che solo il rispetto e l'affetto sanno creare in modo così intenso la cerimonia è andata avanti sino al cimitero. A salutare la piccola, oltre al parroco Raffaele Di Giacinto, gli uomini della famiglia: il papà e il nonno in prima linea. Il corpo di Chiara riposerà nella stessa tomba della nonna Carina, scomparsa di recente. La preoccupazione per la salute della madre della piccola ha poi preso il sopravvento. Il dolore per questa perdita è stato fortissimo per lei. Una morte inaspettata, per la quale la famiglia chiede la verità. Il legale dei genitori, Wania Della Vigna, ha presentato un esposto in procura, per accertare la dinamica dei fatti. Il pm Salvatore Campochiaro ha affidato l’incarico agli esperti di parte, per accertare eventuali condotte colpose da parte del personale sanitario. Il certificato redatto dal reparto di ostetricia attesta che la bimba è nata viva, ma è deceduta poco dopo. L’autopsia indicherebbe l’assenza di malformazioni, ma anche il decesso prima del parto, a causa di un precedente distacco di placenta. Bisognerà capire per quale motivo il certificato del reparto attesti il contrario. «E' necessario arrivare alla verità dopo questa tragedia», commenta l'avvocato, «le indagini sono ancora in corso».
La piccola Chiara, intanto, è stata salutata anche con un palloncino bianco con su scritto il suo nome. Un palloncino lanciato in cielo in segno di ricordo e di speranza. La speranza che la verità emerga e con essa,così come connota il suo nome, il bisogno di chiarezza.
Evelina Frisa
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