Blackout, chiesti gli atti all’Enel
Muove i primi passi l’inchiesta per interruzione di pubblico servizio
TERAMO. Muove i primi passi l’inchiesta aperta dalla procura teramana sui blackout dell’Enel nei giorni dell’emergenza maltempo. In questi giorni è partita la prima richiesta di acquisizione atti fatta all’Enel dagli uffici giudiziari. Obiettivo degli inquirenti (coordinati dal procuratore Antonio Guerriero) è quello di fare chiarezza soprattutto sulla manutenzione della rete elettrica e per questo già nei prossimi giorni scatteranno le prime acquisizioni di documenti delegate a carabinieri e finanzieri. L'obiettivo è quello di ricostruire tutta la vicenda, ancor prima della fase dell'emergenza. E fare chiarezza su ruoli e responsabilità per capire che cosa non ha funzionato. Perchè è proprio su questo aspetto che si concentrano gran parte delle denunce presentate, a cominciare da quella del primo cittadino di Mosciano Giuliano Galiffa che ha fatto scattare l’inchiesta aperta per interruzione di pubblico servizio. Intanto, in una nota, l’Enel rende noto che «prosegue il lavoro delle squadre di e-distribuzione, società del gruppo Enel che gestisce le reti elettriche di media e bassa tensione. Sono ancora in campo le 1.600 persone della task force attivata per la gestione dell’emergenza che sono al lavoro in oltre 100 cantieri per riparare definitivamente i tratti di rete elettrica danneggiati. L’operazione consentirà di ricollegare alla rete i clienti attualmente serviti con i gruppi elettrogeni, che potranno così essere man mano rimossi. Dopo un picco di ben 1000 generatori dispiegati, il numero di gruppi ancora attivi in Abruzzo è sceso ora a 120».(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

