Blitz antiterrorismo con 19 denunciati

5 Dicembre 2015

I carabinieri perquisiscono pakistani e afghani ospitati in un hotel: trovati documenti falsi, sequestrati i telefonini

MONTORIO. Saranno soprattutto i telefoni cellulari a raccontare eventuali progetti o contatti. Per ora il blitz antiterrorismo scattato nella notte nell’ hotel Vomano di Montorio, diventato un centro di accoglienza, mette nero su bianco la denuncia di 19 afghani e pakistani per falsità materiale: perchè nelle loro stanze i carabinieri hanno sequestrato varia documentazione risultata palesemente contraffatta.

Non si tratta nè di passaporti nè di permessi di soggiorno, ma di documenti su cui sono riportate date di nascita, professioni, familiari. L'obiettivo, secondo fonti investigative, quello di scovare un nucleo ben definito all'interno del gruppo che avrebbe fatto ricorso a un meccanismo utilizzato da movimenti islamici eversivi: ovvero quello di costruire con un pc documenti dall'inutile valore identificativo su cui attaccare una foto per certificare la provenienza da luoghi di persecuzione politica.

Certificazioni false «che in tempi diversi e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso avrebbero consentito loro di ottenere assistenza in Italia per motivi politici, con finalità di terrorismo» si legge nella nota dei carabinieri. Che ci sia il sospetto o meno di “cellule dormienti” dell'Islam estremista lo accerterà l'analisi degli esperti del Ros che ieri hanno prelevato cellulari, schede sim e quaderni di appunti in lingua araba sequestrati nel blitz.

La certezza in mano agli investigatori è che quei documenti che si cercavano sono stati trovati: erano in possesso di 19 dei 29 stranieri perquisiti e controllati ed erano palesemente contraffatti. Perchè è evidente che dopo i fatti di Parigi e in coincidenza con il Giubileo il livello di allerta si sia alzato e tutto venga minuziosamente esaminato. A decidere per il blitz, chiamato “Screenshot” e partito da una relazione del nucleo informativo provinciale di Teramo (guidato dal maresciallo Vincenzo D’Alto), sono stati il procuratore distrettuale antimafia e antiterrorismo dell'Aquila Fausto Cardella e il sostituto Antonietta Picardi. L’esecuzione è stata affidata agli uomini del reparto operativo del comando provinciale, diretti dal maggiore Massimiliano De Luca . «Stiamo approfondendo», ha detto Cardella, « in particolare sull'aspetto dei documenti falsi. Sono state fatte le perquisizioni e siamo in attesa di valutarne l'esito. È un accertamento che ha impegnato uomini della sezione anticrimine dell'Aquila e la territoriale e tutti hanno lavorato molto bene».

I 19 stranieri, insieme ad altri 11 connazionali, ad agosto sono arrivati nell’hotel Vomano di Montorio provenienti da Gorizia dove sono giunti dopo aver attraversato a piedi vari confini: si sono dichiarati rifugiati politici e sono in attesa del riconoscimento da parte della speciale commissione di Ancona competente per la provincia teramana. A Gorizia hanno avuto i primi permessi di soggiorno temporanei che sono stati poi ottenuti nuovamente a Teramo e che sono regolari.

Il blitz è scattato nella notte tra giovedì e venerdì nell’hotel che si trova nel centro di Montorio e che è diventato un centro di accoglienza nell’ambito del progetto predisposto per l’arrivo dei migranti. Nelle stanze sono ospitati 29 uomini, età compresa tra i 20 e 50 anni, provenienti dal Pakistan e dall’Afghanistan. Due hanno già incontrato la commissione di Ancona per il riconoscimento dello status di rifugiati politici, gli altri sono in attesa.

A occuparsi di loro il consorzio “Solidarietà Aprutina” che si è aggiudicato il bando della prefettura e che attualmente gestisce 8 centri di accoglienza nel Teramano. Dice il presidente Carlo Barbieri: « I permessi temporanei di soggiorno che hanno sono stati rilasciati prima a Gorizia e poi Teramo e sono in regola. Da quando sono arrivati fanno attività di volontariato e non ci sono mai stati problemi».

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