Blitz dei vongolari alla riunione del Parco

Diffida a sospendere la conferenza di servizi. Cantarini: «Un’intimidazione» e chiama la polizia. Contestato il nuovo regolamento
PINETO. Un blitz, un’incursione, «un atto grave e incomprensibile, dal sapore di un’intimidazione». Così il presidente del Parco marino del Cerrano Leone Cantarini definisce quello che è avvento martedì scorso, quando una rappresentanza del consorzio di vongolari Cogevo – il presidente Giovanni Di Mattia, l’avvocato Jacopo Severo Bartolomei, procuratore legale del consorzio, e altre persone – ha fatto irruzione nella sede dove si stava svolgendo una conferenza di servizi per individuare un campo di ormeggi di fronte alla Torre di Cerrano, consegnando al presidente del Parco un invito-diffida a sospendere la riunione o comunque a modifcarne l’ordine del giorno. «Il nostro un atto intimidatorio? Assolutamente no», è la replica dei Bartolomei, «perché noi siamo portatori di interessi e abbiamo il diritto di interloquire durante il procedimento». Di tutt’altro parere, invece, coloro che stavano partecipando alla conferenza di servizi – oltre a Cantarini, c’erano i sindaci di Pineto e Silvi e la capitaneria di porto – i quali hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine (sono arrivati carabinieri, polizia e vigili urbani) per fare allontanare gli intrusi.
Fin qui la cronaca di una giornata movimentata, ma è difficile credere che tutto questo trambusto sia nato per degli ormeggi davanti alla Torre di Creano. E infatti il vero motivo è un altro – come del resto dicono entrambi i contendenti i – e riguarda il nuovo regolamento del Parco emanato con decreto del ministero dell’Ambiente, provvedimento preso senza consultare la Regione Abruzzo. Tanto che l’avvocatura regionale, appena qualche giorno fa, ha inviato una nota urgente al governatore Luciano D’Alfonso, per segnalare che il decreto «parrebbe approvato senza qualsivoglia preliminare intesa con questa amministrazione», circostanza che «paleserebbe una grave lesione dell’iter procedimentale» e «determinerebbe un’ipotesi di conflitto di attribuzione tra Stato e Regione».
L’avvocatura si spinge oltre, suggerendo alla Regione, in vista di un possibile ricorso del Cogevo contro il decreto del ministero, di costituirsi in giudizio “ad adiuvandum”, a fianco dei vongolari. Questi ultimi hanno basato il proprio atto di diffida proprio sulla nota dell’avvocatura, facendo leva, inoltre, sulla delibera della giunta regionale che nel 2014 aveva deciso sorprendentemente di ritirare il parere favorevole all’istituzione del Parco, e sulla più recente decisione di ritirarsi la costituzione in giudizio “ad apponendum” contro il ricorso con cui il Cogevo aveva chiesto di annullare il decreto che istituisce il Parco marino.
Del nuovo regolamento, oltre al peccato originale di vietare la pesca, il Cogevo contesta soprattutto un aspetto: il divieto di transito nella zona esterna «che comporta», sostiene Bartolomei, «una perdita di tempo di 3-4 ore al giorno per la circumnavigazione». Il Parco, dal canto suo, fa sapere che andrà avanti lo stesso in attesa di eventuali ricorsi al Tar, «ma ciò che sconcerta», commenta Cantarini , «è il senso di solitudine politica che percepiamo intorno a noi. Sembra che l’area marina protetta più che una risorsa sia un intralcio». L’accusa è rivolta alla Regione, alla quale viene rimproverato «un atteggiamento contraddittorio». «Se c’è qualcuno in Regione», affermano il presidente e gli altri componenti del cda del Parco, «che vuol far prevalere l’interesse dei vongolari a discapito della tutela di un bene pubblico quale l’Area marina protetta del Cerrano, lo dica apertamente e non si limiti a creare subdoli ostacoli al lavori del Parco».
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