Blocca l’A14 per una delusione d’amore

26 Maggio 2024

Un 33enne si arrampica sul parapetto e minaccia di buttarsi dal viadotto Cerrano: la polizia lo convince a farsi aiutare

PINETO. Un giovane arrampicato sul parapetto di un viadotto dell’A14 che minaccia di buttarsi nel vuoto, mani che si tendono per fermarlo e centinaia di automobilisti bloccati: è una drammatica istantanea quella che riporta negli occhi di tutti la tragedia di Francavilla del 2018 quando un uomo si lanciò da un viadotto dopo aver ucciso la figlioletta e la moglie.
Succede sul viadotto Cerrano, tra Pineto e Silvi, sulla corsia sud dell’autostrada ancora scenario di code chilometriche con automobilisti bloccati per circa due ore nel tratto tra i caselli di Pescara nord e Atri Pineto che resta chiuso fino alle 12.30. Perché solo allora gli agenti della polizia stradale della sottosezione autostradale di Pescara Nord riescono ad avere la meglio sulle minacce del 33enne di Pineto deciso a portare avanti il gesto estremo per questioni sentimentali, a convincerlo a lasciare il parapetto, a farsi aiutare. Con loro anche gli automobilisti che per primi hanno visto quel giovane fermare la macchina, scendere dalla vettura e lanciarsi a tutta velocità verso il parapetto del viadotto.
L’allarme scatta dopo le 11 quando alcuni automobilisti vedono l’uomo accostare e scendere dall’automobile. In poco tempo le prime pattuglie della polizia e il personale di Autostrada per l’Italia arrivano sul posto insieme a vigili del fuoco e alle ambulanze del 118. Sui social cominciano a circolare le prime immagini dei tanti che tra gli automobilisti bloccati non esitano a filmare, fotografare, raccontare mentre altri cercano di avvicinarsi, parlare con il giovane, calmarlo nell’attesa dei poliziotti che giungono subito. Nel frattempo il tratto di autostrada viene chiuso con uscita obbligatoria a Pineto e con code che diventano sempre più chilometriche su un tratto già interessato da cantieri e quindi con il suo carico quotidiano di disagi per pendolari e non. Le code raggiungono i 7 chilometri con automobilisti fuori dalle vetture e le prime chiamate per organizzare la distribuzione di bottiglie d’acqua prevedendo, nella peggiore delle ipotesi, tempi lunghi per le trattative in corso. Ma dopo meno di due ore la situazione si sblocca e le parole giuste raggiungono l’obiettivo: l’uomo sul parapetto si lascia prendere, portare nella macchina della polizia e successivamente in ospedale. La situazione sull’autostrada lentamente torna alla normalità. Almeno quella della viabilità. Tutto il resto è in quell’immagine di un uomo sul parapetto che in tantissimi non dimenticheranno.
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