«Bocciare l’ospedale della costa danneggerà anche Teramo»

18 Marzo 2017

Lo studio di fattibilità della Asl stronca l’assetto a due presìdi, Mastromauro attacca la Regione «Il piano di D’Alfonso penalizza l’intera provincia, io continuerò a lottare perché non si realizzi»

TERAMO. Sebbene il direttore generale della Asl Roberto Fagnano prenda tempo, sostenendo di aver bisogno di qualche altro giorno prima di fare le dovute comunicazioni alla Regione, lo studio di fattibilità sul cosiddetto ospedale della costa anticipato ieri dal Centro è bello che pronto e, nero su bianco, sancisce la non sostenibilità economica – secondo l’azienda sanitaria – del progetto caldeggiato in primis dal sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro, che nella sua battaglia ha coinvolto altri dieci sindaci dell’area costiera.

L’assetto con due ospedali di primo livello – uno a Teramo e uno sulla costa – auspicato da Mastromauro e dai suoi seguaci si avvia dunque verso una bocciatura in favore dell’idea (da tempo nota) della Asl di realizzare un ospedale di secondo livello baricentrico, che sorga nella vallata tra Teramo e Giulianova, lasciando pressoché intatto solo uno dei quattro presìdi attuali, cioè quello di Sant’Omero. «Ma questa», attacca duro Mastromauro, «in realtà non è l’idea di Fagnano, che è un mero esecutore. È l’idea di D’Alfonso, ed è un progetto che danneggerà sia Teramo capoluogo che Giulianova e l’intera costa. Con l’ospedale unico a Selva Piana, perché è lì che vogliono farlo, né il capoluogo né la costa avranno il loro ospedale e si aprirà la strada alla sanità privata, che s’insedierà nei territori rimasti scoperti».

Mastromauro non è intenzionato a mollare. «Io continuerò a battermi perché questo non si verifichi», dice, «perché sia Teramo che la costa abbiano ospedali di primo livello. Mi chiedo dove sia la classe dirigente di questa provincia, mi chiedo cosa ci stiano a fare Mariani, Pepe e Monticelli in Regione. Qui si parla del nostro futuro, del futuro dei nostri figli, e si avallano scelte che creeranno danni irreparabili a questa provincia».

Essendo il sindaco di Giulianova un esponente del Pd, anche se (come leggete in pagina di Giulianova) potrebbe lasciare i Dem per la nuova formazione politica che ha come padrini Bersani e D’Alema, il suo attacco ai vertici regionali assume una valenza ulteriore. Ma che nel Pd teramano ci sia quantomeno della confusione sull’argomento ospedale unico lo dimostra il fatto che il consigliere provinciale e comunale di Teramo Maurizio Verna ieri abbia presentato una proposta che prevede la realizzazione dell’ospedale unico a Piano d’Accio, in un’area immediatamente a valle del parcheggio dello stadio. Proposta che Mastromauro definisce «surreale» e che è stata accolta in maniera gelida da altri esponenti di rilievo del Pd in Provincia, a cominciare dal presidente Renzo Di Sabatino.

Nel frattempo il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi continua a spingere perché l’ospedale unico sorga nel territorio comunale del capoluogo e avrebbe individuato tre possibili siti, tutti lungo la vallata del Tordino. Per ora, però, Brucchi non vuole rilasciare dichiarazioni sull’argomento.

La Regione e il manager Asl osservano l’agitarsi della politica locale e Fagnano non perde occasione per dire che «noi vogliamo nuna sanità che sia sostenibile economicamente e di eccellenza. Non conta il dove, l’importante è che si decida: non è possibile che solo il Teramano resti senza i fondi per l’edilizia sanitaria».(d.v.)

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