Bocciata la scissione del Cirsu

17 Dicembre 2014

Il giudice: la creazione di una società bis pregiudica i creditori

GIULIANOVA. Scissione Cirsu-Nuova Era, il tribunale dell'Aquila boccia l'operazione ed accoglie l'opposizione presentata dall'Aia (Abruzzo igiene ambiente), la società del gruppo Deco che aveva contestato la scissione e che vanta nei confronti del consorzio intercomunale rifiuti un credito di due milioni e 250.000 euro. Il giudice Roberto Ferrari ha bocciato l'operazione del Cirsu, prevista nel piano di ristrutturazione già precedentemente approvato dalla sezione fallimentare del tribunale di Teramo. In sostanza il consorzio aveva deciso la creazione di una nuova società priva dei debiti accumulati dal Cirsu, interna comunque allo stesso consorzio, a carico del quale rimarrebbero diversi milioni di euro di debiti accumulati negli anni. Nell'ordinanza del giudice, si legge come sia manifesto «il pericolo di pregiudizio per i creditori, poiché la società ricorrente (il Cirsu, ndc), già in stato di insolvenza che ha determinato la proposizione di un accordo di ristrutturazione, ha disposto l'assegnazione del proprio patrimonio ad altra società senza accollo del debito nei confronti del creditore opponente (Aia, ndc)». Insomma, a causa della scissione Cirsu-Nuova Era, il consorzio dei rifiuti non sarebbe in grado di garantire le somme reclamate dai propri creditori, fra i quali l'Aia, che vanta un credito non riconosciuto dallo stesso Cirsu. «Il tribunale, che aveva già respinto precedentemente, per ben due volte, le richieste di Cirsu in ordine alla sospensione del titolo esecutivo in possesso di Aia nei propri confronti», si legge in una nota della Deco, «ha constatato che la dismissione del solo patrimonio attivo della società in favore di una new-co libera da ogni peso di indebitamento pregresso prefigura una grave lesione dei diritti del creditore; ciò, soprattutto, alla luce della ritenuta infondatezza delle contestazioni mosse dal Cirsu riguardo al credito vantato dall'Aia, e senza aver prestato idonea cauzione a garanzia del credito posto a fondamento dell’opposizione».

Sandro Petrongolo

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