Bocciato l’ampliamento della discarica

Atri, la Regione respinge la nuova richiesta del consorzio Piomba Fino. Il sindaco Ferretti: «È una grande vittoria»
ATRI. Bocciatura-bis per l’ampliamento della discarica Santa Lucia di Atri. Ieri mattina il comitato Via (Valutazione di impatto ambientale) della Regione Abruzz, ha rigettato le controdeduzioni avanzate dal Consorzio “Piomba Fino” dirette a voler costruire un terzo invaso per la raccolta dei rifiuti a fianco al sito già esistente. Nel documento di diniego si evidenzia come siano stati presi in considerazione diversi atti: oltre alla relazione istruttoria, anche le osservazioni espresse delle varie associazioni ambientaliste del luogo e le controdeduzioni prodotte dal Consorzio, compresa la manifestazione espressa dallo stesso ente di voler aggiornare la proposta del progetto. Valutati anche i criteri escludenti e penalizzanti dettati dal piano regionale di gestione rifiuti. Immediata la reazione da parte del primo cittadino di Atri Piergiorgio Ferretti che ha dichiarato: «È una decisione che rappresenta una vittoria per l’intera Atri, che si è dimostrata unita nel combattere questa battaglia e che è stata premiata dal giudizio espresso dal Via che restituisce finalmente dignità al nostro territorio tutelando il proprio patrimonio naturale e la salute dei cittadini». L’assessore all’ambiente Mimma Centorame, che ha seguito passo passo la vicenda ha aggiunto: «È una grande giornata per Atri e gli altri Comuni vicini. La Regione Abruzzo ha accolto le tesi di chi per anni si e' battuto contro l'inadeguatezza del progetto in termini di sostenibilità ambientale. La nostra battaglia è stata supportata in maniera trasversale da quasi tutte le forze politiche, ora si va avanti e le priorità sono quelle di variare il piano regionale dei rifiuti ed attivarsi per un progetto di bonifica e riqualificazione della zona». La Centorame nelle sue osservazioni presentate al Via aveva fatto notare come l’ampliamento della discarica fosse ricaduto in aree sottoposte a vincolo idrogeologico e di pregio agricolo, e come la distanza dove doveva sorgere il terzo invaso per la raccolta di 360mila metri cubi di rifiuti fosse troppo vicino al Sic (sito di interesse comunitario) e poi come la zona distasse solo 150 metri dal fosso Compratone considerato fascia di rispetto. Soddisfazione è stata espressa anche dal Comitato Santa Lucia, dalle forze d’opposizione atriane, dall’Osservatorio atriano, Italia Nostra, Oasi dei Calanchi e dalla Asp2 della provincia di Teramo.
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