Bollette sospese per il sisma Molti conti sono raddoppiati

La denuncia dell’associazione “Robin Hood”, sgradite sorprese ora che è ripresa la fatturazione «I fornitori di luce e gas non sempre applicano esenzioni come quella sugli interessi nella rateizzazione»
TERAMO. Dopo il terremoto avevano potuto beneficiare, grazie a una delibera dell'Arera, l'autorità di regolazione per l'energia, le reti e l'ambiente, della sospensione per 36 mesi della fatturazione dei consumi di luce e gas. Ma adesso, con l'arrivo delle prime bollette dopo la ripresa della fatturazione, per molti teramani sono arrivate delle brutte sorprese.
Perché come denuncia il presidente dell'associazione di consumatori Robin Hood Pasquale Di Ferdinando, che negli ultimi giorni ha ricevuto già 12 segnalazioni delle quali si sta occupando, nel riprendere ad emettere le bollette le diverse società di vendita di gas e luce non avrebbero applicato tutte le esenzioni previste dalla stessa delibera dell'Area, come l'azzeramento dei costi per tariffe di rete e oneri di sistema e la rateizzazione delle somme dovute in 36 mesi senza oneri e interessi. Tanto che in alcuni casi chi ha scelto la rateizzazione si sarebbe trovato a pagare esattamente il doppio.
«Nel 2016 l'autorità ha adottato, così come avvenuto per altri terremoti, la sospensione della fatturazione per 36 mesi per gli utenti delle aree del cratere e per quelli fuori cratere ma che avevano avuto la casa danneggiata dal sisma», spiega Di Ferdinando, «la stessa autorità aveva deciso che queste stesse bollette dovevano essere alleggerite, dando la possibilità agli utenti, alla ripresa della fatturazione, di richiederne la rateizzazione per 36 mesi senza costi aggiuntivi. Invece nei casi che abbiamo preso in esame chi chiede la rateizzazione vede il raddoppio delle somme. In alcune fatture, poi, non è stata applicato l'azzeramento degli oneri di sistema. In un caso, ad esempio, su un consumo da giugno 2016 a giugno 2020, per un totale di 4.428 euro, sono stati inviati bollettini da 246 euro. Per 36 si arriva a 8.886, una somma esattamente raddoppiata».
In altri casi, poi, secondo quanto denunciato da Di Ferdinando, ad utenti che avrebbero beneficiato solo parzialmente della sospensione, pagando una parte delle bollette, queste ultime sarebbero state rimborsate solo parzialmente. «Abbiamo un caso di una signora che ha pagato bollette per 1.600 euro e gliene sono state detratte dalla fatturazione solo 400», continua Di Ferdinando, «inoltre le bollette che ha pagato e che rientravano nel periodo di sospensione erano state fatturate con quegli oneri azzerati dalla delibera e che di conseguenza gli avrebbero dovuto rimborsare». Da qui l'invito a contestare le bollette prima di pagarle. «Se accetto un piano di rateizzazione effettuando il pagamento», conclude, «di fatto cristallizzo la situazione». (a.m.)
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