Bomba in pizzeria a Roseto Il mandante ammette

22 Maggio 2020

Il commerciante rivale al giudice: «Volevo dare una lezione ma non così forte» La compagna ai domiciliari nega ogni coinvolgimento: «Non sapevo niente»

ROSETO. Lui ammette e si addossa tutte le responsabilità, lei nega ogni suo coinvolgimento. È la sintesi dei due interrogatori di garanzia svolti nell’ambito dell’inchiesta sulla bomba fatta esplodere alla pizzeria Anima Concept di Roseto.
Ieri davanti al giudice sono comparsi Antonio Pascale, 36 anni, origini campane ma residente a Roseto (titolare di un’altra pizzeria) rinchiuso nel carcere di Rieti (assistito dall’avvocato Antonio Valentini); la sua compagna Sara Masone, 38enne rosetana a cui sono stati concessi i domiciliari (assistita dall’ avvocato Nello Di Sabatino), e Salvatore Ricciardi, 38enne di Pomigliano d’Arco, rinchiuso nel carcere di Poggioreale. Secondo l’accusa della Procura i rosetani sarebbero i mandanti, mentre il terzo (già conosciuto alle forze dell’ordine soprattutto per i contatti con la malavita organizzata) l’esecutore materiale dell’attentato organizzato per rivalità commerciali . I tre sono accusati di tentata estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.
Pascale, nel corso dell’interrogatorio che si è svolto davanti al gip dell’Aquila Stefano Iannaccone (con le modalità da remoto), ha ammesso di aver organizzato tutto scagionando completamente la compagna che, ha detto, «mi ha accompagnato a Napoli ma non ha mai saputo niente». Alla domanda sul perché ha risposto: «Volevo dare una lezione perché dopo l’apertura di quella pizzeria gli incassi nella mia erano calati. Volevo dare una lezione, ma non di questo genere, con questi danni».(d.p.)
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