Bonifica, il virus riduce ma non azzera la prostituzione

17 Aprile 2020

In un tratto di strada ci sono ancora transessuali di notte Sparite le donne, in crisi il mercato delle case a luci rosse

VAL VIBRATA. Prima che si scatenasse l’emergenza Covid-19, lungo la bonifica del Tronto il fenomeno della prostituzione si era già ridotto, specie di giorno, per essere più attivo (meno che negli anni passati, comunque) di notte, quando i controlli diminuiscono. Le ordinanze sindacali hanno avuto il loro effetto prevedendo pesanti sanzioni specie per i clienti, e ripulendo in parte dal degrado i punti più critici della fondovalle come contrada San Giovanni e Vallecupa a Colonnella.
Con il coronavirus il fenomeno registra una ulteriore diminuzione, ma non scompare del tutto. Secondo fonti di polizia locale una porzione di territorio ancora occupata, specie di notte, è all’altezza di Controguerra: qui i transessuali sono presenti, anche se non tutte le notti. È chiaro che se i viados sono ancora su strada vuol dire che sono in giro anche i loro clienti. Molti arrivavano dalle Marche (anche da località relativamente lontane come Fermo e Civitanova) ma ora, visti i divieti di circolazione vigenti, evidentemente giungono dalle zone limitrofe, per lo più dalla dirimpettaia vallata del Tronto, sfidando i controlli delle forze dell’ordine. I divieti e le restrizioni imposti dai decreti governativi e dalle ordinanze regionali hanno fatto saltare gli affari della prostituzione di strada ma, sempre secondo fonti di polizia, anche di quella in appartamento. La paura del contagio da una parte e l’impossibilità, da parte dei clienti, di giustificare le uscite non solo alle forze dell’ordine ma anche ai familiari, sta stroncando il mercato del sesso. Ciò che è rimasto sono, per ora, i viados della bonifica.
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