«Bonifica sicura, soldi spesi invano»

25 Agosto 2016

Tortoreto: appello alla Provincia dell’ex assessore Di Matteo per salvare il progetto-modello per la Sp 8 del Salinello

TORTORETO. «Non disperdete il progetto di sicurezza stradale della Sp 8 di Tortoreto». L’appello lo lancia l’ex assessore ai Lavori pubblici della Provincia di Teramo, Domenico Di Matteo, promotore nel 2003 dell’unico progetto in provincia per la sicurezza stradale “Safety Audit” che metteva in sicurezza una delle strade provinciali a più alta incidentalità, la Sp 8 del Salinello: «Faccio appello al presidente Renzo Di Sabatino ed al consigliere delegato alla viabilità Mauro Scarpantonio perché non vanifichino il buon lavoro fatto all’epoca. Avevamo rifatto le canalizzazioni agli incroci, le rotatorie, prevedendo la costruzione di manufatti in grado di evitare l’invasione di corsia, ridurre la velocità e garantire maggiore visibilità e quindi sicurezza. Ora lo stato di abbandono è totale, gli “occhi di gatto” non svolgono più la funzione catarifrangente, l’incuria domina una delle strade più trafficate specie in prossimità delle aree produttive, del divertimento e dei nuclei abitati».

Il consigliere Scarpantonio precisa che la Provincia ha presentato un progetto di messa in sicurezza della Sp 8 alla Regione e che conta di avere 2 milioni di euro destinati alla riqualificazione della Fondovalle. «Un milione e 800mila euro andranno per la zona interna da Favale di Civitella del Tronto verso il capoluogo montano, mentre 200mila euro serviranno per la messa in sicurezza della strada fino all’innesto con la Ss16», spiega, «è solo questione di tempi burocratici, spero che l’appalto avvenga entro autunno», afferma Scarpantonio.

La Provincia di Teramo è stata la prima, sin dal 2003, a sperimentare il catasto informatizzato delle strade su un tratto di 70 chilometri. Era il progetto pilota "Safety Audit" sulla sicurezza stradale, che aveva portato a Teramo rappresentanti del Ministero, delle Province e delle Regioni, dell’Inail, dell'Aci avvalendosi dell'apporto scientifico di due Università, quella di Ingegneria di Roma e quella di Trieste.

Come unico ente abruzzese, aveva investito 150mila euro in questa operazione, altri 350mila euro erano arrivati da finanziamenti esterni. Il modello "Safety Audit", dopo 18 mesi di lavoro su 70 chilometri di strade, scelte tra quelle più a rischio di incidenti, la Sp 259 della Val Vibrata e la Sp 8 del Salinello, aveva individuato un modello di intervento che aveva previsto diversi tipi di azioni: la realizzazione del catasto informatizzato delle strade (prima Provincia in Italia), la progettazione e il rifacimento della segnaletica sulle arterie interessate al progetto, l'installazione di 18 sensori di traffico sui principali snodi.

Alex De Palo

©RIPRODUZIONE RISERVATA