Bontempi: marchio alla Icom, Proel esclusa

18 Febbraio 2015

L’assegnazione del tribunale preoccupa sindacati e dipendenti: nessuna garanzia per i posti di lavoro

MARTINSICURO. Sempre più incerto il futuro della Bontempi. Ieri il giudice fallimentare, Giovanni Cirillo, ha assegnato il marchio alla Icom nell'ambito dell'udienza di omologa del concordato preventivo della fabbrica di giocattoli di Martinsicuro. Il giudice non ha tenuto conto della manifestazione di interesse della Proel spa di Sant'Omero, colosso che produce strumenti e accessori musicali. Ha ritenuto che l'offerta fosse troppo generica.

L’assegnazione ha suscitato forti perplessità fra i sindacati – la vicenda è seguita da Giovanni Timoteo della Filctem Cgil e da Giampiero Daniele della Femca Cisl – e i lavoratori, una cui delegazione era presente ieri in tribunale. «L'Icom è stata costituita dall'ex amministratore della Bontempi, colui che era tale fino a pochi mesi prima avvio procedura concorsuale», fa notare Timoteo, «noi non eravamo andati in udienza avendo una parte da sostenere in maniera acritica ma c’era una proposta che era doveroso approfondire. Magari avremmo preso tutti atto che non era percorribile, ma non avendolo fatto restano moltissime riserve». Nel piano concordatario il valore del marchio Bontempi è identificato come risorsa di 2 milioni di euro, ora è stato assegnato a circa un milione di euro.

Il sindacalista ricorda che una seconda proposta, che poi è stata presentata da Fabrizio Sorbi della Proel, «era stata sollecitata anche dalle istituzioni regionali e provinciali, con atti formali: il tribunale non ha tenuto conto di questo. Assegnando il marchio alla Icom, gli si dà la possibilità di gestirlo come meglio crede, senza alcun tipo di vincolo occupazionale e industriale. Il marchio era la risorsa principale della Bontempi. Sarebbe stato utile verificare se dall'altra parte c'era la possibilità di dare una risposta industriale e occupazionale diversa». In pratica la Icom, che è una società commerciale con sede ad Ancona, potrebbe anche decidere di sospendere la produzione o trasferirla altrove e dedicarsi solo all’aspetto commerciale.

Timoteo osserva che «le ragioni dei lavoratori non sono state tenute in nessun conto e il marchio è stato assegnato all'amministratore, Andrea Ariola, che ha condotto l'azienda verso la procedura concordataria». Oggi alle 18 si terrà un’assemblea dei lavoratori Bontempi (ne sono 94, di cui 34 al lavoro con la cooperativa) in municipio a Martinsicuro.

In tribunale erano presenti anche i lavoratori in cassa di integrazione che così commentano: «La sentenza dovrà essere ratificata dal collegio sindacale, abbiamo ancora degli spazi in cui muoverci. Se la Regione ci aiuterà e se la Proel farà un progetto e soprattutto un’offerta in soldi concreta possiamo ancora sperare. Sul piatto poi c’è ancora i marchio Farfisa». Anche i sindacati sperano che ci siano possibilità di manovra residue. (a.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA