Bonus, battaglia per 200 bagnini

9 Giugno 2020

Giulianova, riunione della Cgil: Zennaro interverrà sull’Inps e Pepe sulla Regione

GIULIANOVA. Un incontro a cui ha partecipato una cinquantina di bagnini provenienti da tutta la costa teramana per parlare della mancata erogazione del bonus e di altri problemi della professione.
Alla riunione, che si è svolta ieri pomeriggio al Kursaal, convocata dalla Filcams Cgil, hanno partecipato il parlamentare Antonio Zennaro e il consigliere regionale d’opposizione Dino Pepe, trattenuta a Roma la parlamentare del M5S Valentina Corneli e malata Stefania Pezzopane, di cui erano previsti gli interventi. «I bagnini fanno un lavoro precario, spesso sottopagato e non hanno nemmeno ottenuto il bonus per i tre mesi di lockdown», spiega Mauro Pettinaro, segretario della Filcams Cgil, «abbiamo ottenuto l’impegno di Pepe a parlare con il governatore Marsilio per costituire un fondo in Regione se l'Inps non sblocca il bonus, fronte su cui si impegnerà Zennaro. Questo è solo l'inizio di una serie di incontri per affrontare i tanti problemi di questo lavoro, non molleremo la presa sul bonus da cui sono statoi inspiegabilmente esclusi, ma tratteremo anche questioni come le condizioni di lavoro e la responsabilità nella sicurezza dei bagnanti. Speriamo che entro una settimana si saprà se l'Inps concederà il bonus e se la Regione ha intenzione di istituire il fondo».
Anche Zennaro ha sottolineato la «situazione drammatica» in cui si trovano circa 200 bagnini sulla costa teramana, esclusio dai bonus. «Siamo di fronte all’ennesimo problema burocratico», osserva il deputato Zennaro, «vivo a Tortoreto e anche qui i bagnini sono attivi dal 1° giugno ma senza assicurazioni, eppure quella del bagnino è una professione stagionale a tutti gli effetti e soprattutto hanno un ruolo primario di salvaguardia verso i cittadini e turisti che frequentano le nostre spiagge».
Secondo Zennaro «occorre intervenire subito. Farò una lettera all’Inps e al ministero del Lavoro per chiedere una risposta chiara e concreta. Poi bisognerà lavorare su una stabilizzazione della categoria, trovare delle modalità per garantire un reddito anche per il periodo dell’anno in cui non sono operativi, pensando ad altre attività integrative, come la formazione». (a.f.)
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