Borgatti: «Sono false le accuse alle regole della Riserva»

ROSETO. «In questi mesi tramite falsi profili social è iniziata una campagna diffamatoria della Riserva del Borsacchio, diffondendo notizie false». A precisarlo è Marco Borgatti, presidente dell’assoc...
ROSETO. «In questi mesi tramite falsi profili social è iniziata una campagna diffamatoria della Riserva del Borsacchio, diffondendo notizie false». A precisarlo è Marco Borgatti, presidente dell’associazione Guide del Borsacchio, stufo delle accuse nei confronti suoi e delle Guide e di notizie che non corrisponderebbero al vero. Qualche giorno fa infatti è uscito un articolo a nome dell’associazione “agricoltori e contadini Roseto Borsacchio”, ma Borgatti afferma che i contadini residenti nella riserva, in realtà, non appoggerebbero la «sedicente associazione». «È assolutamente falso che in riserva non sia possibile impiantare ulivi e viti», dice inoltre Borgatti, e continua: «È stato affermato che non potrebbero realizzarsi serre ma non è così, perché nel Pan (il piano di assetto naturalistico dell’area protetta, ndc) esiste addirittura un articolo che le norma. È falso anche che non si può ristrutturare o costruire come dice l’associazione, ed è permesso anche di realizzare le piscine con certe misure ovviamente».
Il portavoce dell’associazione, secondo alcune ricerche effettuate dallo stesso Borgatti, avrebbe sempre vissuto lontano da Roseto, nel nord Italia. «Di certo costui non figura nei registri anagrafici dei residenti del Comune di Roseto», conclude Borgatti, «e con la realtà cittadina non ha nulla a che fare». (l.v.)
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