Borgo più bello, parte il ricorso: «Il Tar azzeri la classifica finale»

18 Maggio 2022

Il Comune impugna la graduatoria della Regione che assegna i 20 milioni di euro a Rocca Calascio Il sindaco Seca: «Il progetto vincitore vìola i requisiti del bando». Udienza per decidere il 25 maggio

CASTELLI . Il Comune di Castelli ha presentato ricorso al Tar per l’annullamento dell’aggiudicazione a Rocca Calascio del bando borghi linea A della Regione destinatario di 20 milioni di euro. Il progetto “Castelli borgo internazionale della ceramica”, si è classificato terzo nella graduatoria, imponendosi su 17 concorrenti ma non riuscendo a superare per pochi punti il vincitore Calascio, famoso per il suo castello, e il secondo classificato, Lama dei Peligni. Il progetto presentato da Castelli si basa su tre direttrici principali: la sede storica del museo della ceramica inagibile per il terremoto, il liceo Grue che aspetta il riconoscimento di scuola rara e il comparto artigiano.
Un ricorso presentato per «palesi vizi di “Rocca Calascio Luce d’Abruzzo” che è quindi inammissibile», spiega il sindaco Rinaldo Seca, «il Comune di Rocca Calascio non aveva la disponibilità di immobili con le caratteristiche necessarie per partecipare al bando e ha inserito immobili di proprietà privata non consentiti dal bando stesso, che faceva riferimento a immobili o spazi del patrimonio storico di proprietà del Comune istante o di altra amministrazione pubblica». Lo stesso ricorso è stato presentato anche dal Comune di Lama dei Peligni: il 25 maggio si riunirà la camera di consiglio del Tar per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare, ma nel frattempo l’organo di giustizia amministrativa ha sospeso il finanziamento a Calascio.
La Regione, pur riconoscendo il diritto legittimo di Lama dei Peligni a presentare il ricorso, resisterà nel giudizio di merito dinanzi al Tar ritenendo che la commissione abbia attribuito correttamente i punteggi. «Il ricorso ci sembra un passaggio dovuto per rispetto di tutti i cittadini di Castelli e di tutta la rete provinciale istituzionale e i testimonial che si sono stretti e hanno sostenuto il nostro borgo», prosegue Seca, «abbiamo lavorato in squadra a un progetto di valore che ben si sposa, grazie alla vocazione artistica e storica di Castelli, alle finalità del bando che verrà preso in mano dal ministero della Cultura. Questi fondi del Pnrr – il piano nazionale di ripresa e resilienza – sono un’occasione che non possiamo perdere per il rilancio del nostro bellissimo territorio ferito dagli eventi sismici e calamitosi che si sono susseguiti e credo proprio che li meritiamo. Ora, dunque, sarà l’autorità giudiziaria amministrativa a fare il suo corso». Qualora Rocca Calascio venisse esclusa, il bando potrebbe andare di diritto al Comune del Teatino secondo in classifica, ma Seca la pensa diversamente. «Quello che ci aspettiamo è che venga annullato il giudizio della commissione esaminatrice che ha decretato la vittoria di Calascio e venga convocata una nuova commissione per stilare una nuova graduatoria dei progetti».
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