«Borsacchio, confini da rivedere»

Le guide: per il demanio è ancora terreno lo spazio preso dal mare
ROSETO. Riconfinare il demanio marittimo nella zona costiera della riserva del Borsacchio, nel tratto tra la villa De Vincenzi-Mazzarosa e Cologna Spiaggia, anche alla luce dell’erosione. È la richiesta dell’avvocato Fabio Celommi che, a nome delle Guide del Borsacchio, ha inviato un sollecito all’ufficio del demanio marittimo della Regione per chiedere di far ripartire i lavori di riconfinamento. «Nel corso degli anni il comitato Borsacchio prima, e dopo le guide, hanno presentato diverse richieste per riprendere i lavori, fermi nel tratto della riserva da decenni», si legge nella nota delle guide, «il paradosso generato in questi anni è che, nella realtà, l’area è una spiaggia, ma per la burocrazia è un terreno. Anzi lo stesso mare, per la burocrazia, è terreno. La linea di costa è ferma a un’epoca in cui dove oggi c’è il mare c'erano dei vigneti». Le guide ricordano la situazione della “Casa verde”. «Pensiamo alla famosa Casa verde che cittadini e turisti lamentano per la pericolosità», concludono,«il proprietario difende il suo bene, e il pubblico chiede la messa in sicurezza o demolizione. Inizia così un dibattito che alla fine porta nessuna delle due parti a una soluzione a favore di uno o dell’altro e la situazione di pericolo permane». (l.v.)

