Borsacchio, patto in aula contro il taglio alla riserva

Maggioranza e centrosinistra approvano la delibera per ripristinare i 1.100 ettari Scontro tra i consiglieri regionali Febbo e Mariani. Sottanelli: «Errori per 18 anni»
ROSETO. Abrogare l’emendamento che ha tagliato del 98 per cento la riserva del Borsacchio nel prossimo consiglio regionale e chiedere alla presidenza del consiglio dei Ministri di impugnare l’atto di fronte alla Corte costituzionale. È la sintesi della delibera approvata dalla maggioranza e da una parte dell’opposizione (Teresa Ginoble, Sabatino Di Girolamo e Rosaria Ciancaione) nel consiglio comunale straordinario di venerdì sera. Al termine di una lunga discussione, dunque, è stato raggiunto l’accordo tra i capigruppo dei due schieramenti per una presa di posizione univoca. I due consiglieri di centrodestra Giuseppe Bellachioma e Francesco Di Giuseppe hanno votato contro, presentando una risoluzione affinché il territorio escluso dalla riserva non diventi oggetto di speculazione edilizia che però è stata respinta.
La battaglia per la riserva del Borsacchio si intreccia con le elezioni regionali del 10 marzo e venerdì in aula c’erano tanti diretti interessati, a partire da due dei firmatari dell’emendamento incriminato, i consiglieri di Forza Italia Mauro Febbo ed Emiliano Di Matteo, i rappresentanti dell’opposizione in Regione Barbara Stella (M5S), Dino Pepe (Pd) e Sandro Mariani (Abruzzo in Comune), nonché i deputati Daniela Torto dei 5 Stelle, il rosetano Giulio Sottanelli di Azione e in collegamento da remoto Luciano D’Alfonso del Pd e il consigliere provinciale teramano Flavio Bartolini. Ci sono state scintille già all’inizio della seduta con l'intervento di Febbo. «Non è stato fatto alcun blitz notturno con l’emendamento», ha tenuto a precisare il consigliere, «e poi l’istituzione della riserva fu approvata nel 2005 da un governo di centrodestra, per cui rigettiamo le accuse di distruttori dell’ambiente».
A Febbo ha risposto Mariani con toni molto decisi. «Francamente faccio molta fatica a commentare il mare menzogne e falsità», ha attaccato il rappresentante di “Abruzzo in Comune”, «dette e ribadite dal consigliere Febbo, senza minimamente fare uno sforzo di memoria visto che anche lui era presente in consiglio regionale. L’emendamento ci è stato consegnato alle 2,15, e non alle 22,30 come hanno affermato lui e il presidente Marsilio, e alle 2,30 è stato votato». Torto ha ribadito la sua intenzione di portare la questione alla Camera. «Ho depositato un’interrogazione parlamentare che permetta di appurare se c’è legittimità costituzionale su questo emendamento», ha evidenziato la deputata Cinque stelle, «mi metto a disposizione dell’amministrazione comunale e sposo in pieno le parole della nostra consigliera Rosaria Ciancaione». D’Alfonso, nel suo intervento, ha espresso la volontà di fare chiarezza sul tema. «La riserva del Borsacchio è necessaria», ha detto il parlamentare Dem, «spero che Regione torni indietro sulla decisione, facciamo in modo che nascano dei dossier all’indirizzo dei ministeri vigilanti, ancora nutriti di competenze professionali autonome». Sottanelli, infine, ha evidenziato errori e immobilismo politico del passato. «Se ci sono stati sette provvedimenti legislativi e due provvedimenti di giunta per correggere la legge madre che ha istituito la riserva, vuol dire che nel 2005, quando si è istituita la riserva, si è lavorato male», ha tenuto a precisare il deputato e coordinatore regionale di Azione, «se sono passati 18 anni significa che ci sono responsabilità della classe politica di destra e di sinistra».
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