Borsacchio, scatta la protesta in spiaggia

2 Gennaio 2024

La manifestazione lanciata dalle Guide con un post raccoglie oltre 100 adesioni. E sui social compaiono migliaia di no

ROSETO. Non si placa l’eco mediatica del drastico taglio (da 1.100 ettari a 24,7) della riserva naturale del Borsacchio a Roseto, sancito il 29 dicembre dal centrodestra regionale con un emendamento alla legge di stabilità presentato all’ultimo minuto e votato nella notte. Sull’argomento sono state annunciate per oggi due conferenze stampa, una a Pescara delle associazioni ambientaliste Wwf, Legambiente, Mountain Wilderness e Guide del Borsacchio e una a Roseto dei vertici regionali, provinciali e locali di Italia Viva. In entrambe saranno annunciate iniziative volte a cancellare la decisione assunta in consiglio regionale. Intanto le Guide del Borsacchio ieri con un post hanno invitato i cittadini contrari al taglio a recarsi sulla spiaggia della riserva nel pomeriggio e rilevano in una nota: «In poche ore oltre 100 persone si sono radunate in spiaggia e migliaia e migliaia sui social si esprimono contro questa operazione».
SOTTANELLI. Il deputato di Azione Giulio Cesare Sottanelli in una nota ha definito «sconvolgente» la modalità della riperimetrazione, votata sulla base di «un emendamento di poche righe non accompagnato da alcuna relazione tecnica-scientifica che lo giustifichi», ma oltre a bollare il centrodestra regionale, accusato di «mancanza totale di rispetto istituzionale» per il mancato confronto con la comunità locale, ha evidenziato: «Stesso atteggiamento, purtroppo, fu attuato 18 anni fa dall’amministrazione di centrosinistra a guida Del Turco quando, addirittura, nella Riserva venne inserito anche il quartiere dell’Annunziata di Giulianova. Combatterò per capire quali interessi ci sono sotto e per ripristinare un corretto perimetro validato da relazioni di esperti in questo ambito». Sottanelli ha sottolineato che «la mancanza di una visione chiara e di una legge istitutiva specifica del parco ha portato a 18 anni di ritardi e paralisi per lo sviluppo economico e la crescita ambientale, turistica, ricettiva e ricreativa di quella zona. Il Borsacchio deve, ancora oggi, diventare un’opportunità per l’intera regione».
CONFAGRICOLTURA. Si schiera invece a favore del taglio Confagricoltura Teramo, il cui presidente Bernardo Savini Giosia Bernardi sostiene: «La riserva si trovava dal 2005 in regime di clausola di salvaguardia, il che significa assoluto immobilismo; qualsiasi operazione agronomica, qualsiasi miglioria aziendale, qualsiasi efficientamento della propria azienda poteva significare per l’impresa una denuncia e/o una multa. 1.100 ettari di terreno erano a rischio abbandono». Savini nega che ora si apra la strada alla cementificazione: «Tutta la zona ha dei vincoli che impediscono l’edificazione selvaggia, anche se questa minaccia viene richiamata con molta maestria ma con poca conoscenza legislativa».(d.v.)
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