Borsacchio, stop al cemento e via al recupero dei casolari

14 Marzo 2018

Roseto, il piano di assetto della riserva punta anche sul ripristino dei sentieri e su attività ricettive Il sindaco: «Sarà portato in consiglio per l’adozione, ma prima faremo un incontro con tutti»

ROSETO. Ristrutturazioni, recupero di vecchi casolari abbandonati, ripristino dei sentieri, incentivi per l’apertura di attività ricettive e niente nuove colate di cemento.
Tutto ciò sarà possibile a breve nella riserva del Borsacchio grazie al Pan, il piano di assetto naturalistico che è stato dichiarato non assoggettabile alla Vas, la valutazione ambientale strategica, e che sarà portato in uno dei prossimi consigli comunali per l’adozione. «Prima però ci sarà un confronto con i portatori di interesse», precisa il sindaco Sabatino Di Girolamo, «nel quale il progettista del Pan illustrerà le linee guida. Sono coinvolti circa 1.100 ettari di territorio, è una sorta di piano regolatore della riserva del Borsacchio, può rappresentare il volano di crescita di tutta l’economia rurale e può favorire lo sviluppo turistico della zona». Con l’adozione del Pan, successivamente, si passerà alla gestione della riserva, da assegnare tramite concorso. «Non ci sarà l’affidamento diretto», dice Di Girolamo, «ma un bando, con l’obiettivo di una gestione stabile della riserva per un progetto a lungo termine». Sono tante e diverse le possibilità che offrirà il piano di assetto naturalistico. Nella zona della riserva, per esempio, c’è un grande patrimonio edilizio esistente ma abbandonato. «C’è il tentativo di recuperare tutti i valori del territorio», dice il progettista del Pan, l’architetto Fabrizio De Gregoriis, «e piuttosto che prevedere nuova edificabilità, ci sarà la possibilità di recuperare i vecchi casolari ora abbandonati, che rappresentano anche il patrimonio storico-culturale della riserva, con il programma di recupero edilizio e il piano colore, ovviamente con determinate modalità. Si incentiverà anche l’apertura di attività turistico-ricettive come bed and breakfast o agri-camping, per esempio, con il piano di sviluppo aziendale».
Nei progetti prioritari ci sono la creazione della casa della riserva con il centro di educazione ambientale, la rete sentieristica e la comunicazione, ossia segnaletica, siti web e droni. «Ci sono poi i progetti organici che mirano al risanamento del territorio», spiega De Gregoriis, «con il recupero della spiaggia, la bonifica di tre discariche della riserva (quartiere Frischia, Colle Quattrino e Colle Magnone) e l’eliminazione o mitigazione dei detrattori, ossia quegli aspetti che deturpano il paesaggio. C’è anche il recupero della vecchia stazione nella pineta Mazzarosa con la conversione in un bici-grill, che si chiamerà Casello 318, con un bar e tutto ciò che serve per la bicicletta, visto che lì passerà anche il nuovo tratto della pista ciclabile». Infine ci sono i progetti strategici che mirano alla valorizzazione del territorio con l’implementazione dei corridoi verdi, la rete ecologica e fattorie didattiche.
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