Botte a moglie e figli «Ti uccido anche se mi faccio 30 anni»

21 Luglio 2024

Val Vibrata, allontanato da casa con braccialetto elettronico «Faccio quello che mi pare, tu stai zitta se ho altre relazioni»

VAL VIBRATA. È un’altra dolente cronaca giudiziaria a raccontare l’ennesimo caso di donne picchiate e maltrattate, di quelli che ormai scivolano nei fascicoli giudiziari come nella matrice di un ciclostile: drammaticamente uguali. Con i particolari a fare la differenza. Come in questo caso: marito e papà violento accusato di picchiare la compagna madre dei suoi quattro figli. E, secondo l’accusa, anche di maltrattare i figli, tutti minorenni, con schiaffi alle tre bambine e minacce al maschietto: «Vi mando tutti in ospedale, vostra madre la uccido anche se poi mi faccio trent’anni di carcere». Per l’uomo, un 47enne residente in un centro della Val Vibrata, è stato disposto il divieto di allontanamento da moglie e figli con il braccialetto elettronico. La donna e i ragazzini sono stati portati in una comunità protetta dopo che l’uomo in più occasioni si sarebbe presentato a casa della suocera dove da qualche giorno mamma e figlio si erano rifugiati. La misura cautelare è stata firmata dal gip Lorenzo Prudenzano che ha accolto la richiesta del pm Enrica Medori. Le indagini dei carabinieri sono scattate dopo la denuncia della donna (assistita dall’avvocato Luca Macci). La donna ha raccontato anni di violenze sottolineando, così si legge in un passaggio dell’ordinanza «di essere terrorizzata da lui e di temere realmente di essere uccisa». Secondo la denuncia i maltrattamenti sarebbero andati avanti dal 2010 con l’uomo che più volte avrebbe violentemente picchiato la donna mettendole anche le mani al collo, si legge sempre nell’ordinanza, «giungendo quasi a strangolarla». Sempre secondo la denuncia quando i bambini erano più piccoli l’avrebbe picchiata in loro presenza e successivamente avrebbe alzato le mani anche contro i figli. Quando la donna avrebbe scoperto delle relazioni extraconiugali lui, dopo averla picchiata, l’avrebbe minacciata dicendole di stare zitta «perché lui», si legge in un passaggio dell’ordinanza, «decideva e faceva quello che gli pareva, anche avere altre relazioni con più donne». Ai carabinieri ha detto di essere andata più volte al pronto soccorso, ma di non aver mai accusato il marito. Lo stesso che, ha raccontato ancora, durante una sua gravidanza l’avrebbe minacciata, si legge nel provvedimento, di farla abortire con le brutte «se non avesse provveduto in altro modo a interrompere la gravidanza. Ciò la induceva effettivamente ad abortire in un centro di Ascoli».
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