Botte a un ciclista al semaforo, arrestato

11 Febbraio 2024

Un 50enne giuliese con precedenti finisce in carcere: prese a pugni la vittima a terra dopo averla fatta cadere con lo scooter

GIULIANOVA. Un’esplosione di violenza gratuita, assolutamente ingiustificata da quanto l’aveva preceduta. Lo scorso 1° ottobre, a bivio Bellocchio, il conducente di uno scooter aveva aggredito e picchiato brutalmente un ciclista con il quale aveva appena discusso per una banale questione di precedenza. Lo scooterista aveva prima fatto cadere il ciclista, fermo al semaforo, spingendo il motociclo contro la ruota posteriore della bicicletta; poi era sceso dal mezzo e aveva tirato con forza il cinturino del casco del ciclista rimasto a terra, rischiando di soffocarlo, per poi colpirlo con violenti pugni al volto che avevano causato alla vittima la caduta di due denti. Al malcapitato era stata prescritta una prognosi di 40 giorni. Esattamente a quattro mesi di distanza, lo scorso 1° febbraio, la polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Teramo nei confronti di un cinquantenne residente a Giulianova, indagato per il reato di lesioni aggravate.
La misura degli arresti in carcere è legata anche ai diversi precedenti con la giustizia dell’uomo, a quanto pare non nuovo a gesti violenti, ed è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari Roberto Veneziano, su richiesta del sostituto procuratore Stefano Giovagnoni, al termine di un’attività investigativa condotta dal personale della Polstrada di Giulianova e scaturita dall’intervento di una pattuglia del medesimo reparto, chiamata a bivio Bellocchio per il soccorso al ciclista malmenato. In quella domenica di ottobre il conducente del motociclo era rimasto ignoto, essendosi allontanato subito dopo l’aggressione, e nessuno dei presenti nell’incrocio aveva preso il numero di targa. L’indagine è stata condotta attraverso un capillare controllo dei sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio e ascoltando alcuni testimoni, e ha consentito di risalire dapprima al motociclo e, successivamente, al presunto autore della grave aggressione.
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