Botte al padre per ottenere i soldi: a giudizio

16 Giugno 2021

Sotto accusa un 26enne teramano indagato per avere maltrattato e minacciato il genitore

TERAMO. L’accusa è pesante: aver maltrattato il padre cercando di estorcergli dei soldi per la droga. Lo avrebbe fatto minacciandolo e picchiandolo anche quando l’uomo si barricava nella sua camera da letto, soprattutto nelle ore notturne. Per questo un 26enne teramano è stato rinviato a giudizio dal gup Marco Procaccini e sarà processato.
Secondo la ricostruzione della Procura l’uomo, in più occasioni, avrebbe minacciato il genitore costringendolo con violenza a consegnargli somme che variavano da 20 a 30 euro. Si legge nel capo di imputazione: «Urlando gli diceva “Tu me li devi dare altrimenti ti meno”; al contempo tirandole i capelli e sferrandole calci».
E ancora: «Mentre il padre dormiva, dava calci e pugni alla porta della sua camera da letto (bloccata dall’interno da un mobile) fino a che riusciva ad aprirla, quindi urlava: “Dammi i soldi”e colpiva il padre con calci». Episodi avvenuti con molta frequenza.
Nel capo d’imputazione, inoltre, si fa riferimento anche a numerose minacce verbali che l’uomo avrebbe rivolto al padre anche in presenza di testimoni urlando più volte: «Ti aspetto a casa, mi devi dare i soldi, altrimenti ti faccio vedere che cosa ti succede». In una occasione, ricostruisce la Procura, l’avrebbe inseguito fuori casa e in strada e l’avrebbe minacciato di botte qualora non avesse avuto i soldi.
A far scattare le indagini l’ennesima denuncia del padre stanco dei continui maltrattamenti subiti dal figlio.
In precedenti occasioni, infatti, le aveva presentate e successivamente ritirate. È andata avanti così per qualche mese fino a quando ha trovato il coraggio di andare fino in fondo.(d.p.)
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