Botte alla ex, condanna bis Il giudice: stia fuori da Atri

13 Marzo 2020

Ha aggredito la donna e il suo nuovo compagno, l’appello conferma i tre anni Respinta la richiesta di revoca del divieto di dimora. Il magistrato: «Fatti gravi»

ATRI. In primo grado era stato condannato a tre anni e due mesi. In Appello a tre anni. Con i giudici di secondo grado che hanno respinto la richiesta di revoca del divieto di dimora ad Atri dove vivono le parti offese.
Il caso è quello di un 40enne del posto all’epoca dei fatti arrestato per aver brutalmente aggredito e picchiato la ex moglie e il nuovo compagno di lei. Un vero e proprio pestaggio con entrambi finiti in ospedale: per l’uomo prognosi di 40 giorni e stessa cosa per la donna a cui una costola rotta aveva perforato un polmone. Nel giugno dell’anno scorso l’uomo (di cui, come sempre in questi casi, non riveliamo le generalità per tutelare la privacy di una vittima di stalking) è stato condannato in primo grado per stalking e lesioni dal giudice monocratico Flavio Conciatori al termine di un rito abbreviato.
All’epoca l’indagine era scattata dopo la violenta aggressione avvenuta nei primi giorni di luglio del 2018, ma già in precedenza e subito dopo la fine del rapporto sentimentale l’uomo avrebbe in più occasioni perseguitato e minacciato la ex con sms in cui preannunciava imboscate e botte. In una occasione, secondo l’accusa, avrebbe fatto irruzione durante un saggio dei figli minori insultando la donna in pubblico. Fino ad arrivare all’episodio di luglio. In quell’occasione l’uomo avrebbe atteso la donna e il nuovo compagno davanti all’abitazione del padre di quest’ultimo, molto probabilmente dopo averli seguiti. All’epoca dei fatti venne arrestato in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare. Successivamente il processo con il rito del giudizio immediato chiesto ed ottenuto dalla Procura (fascicolo del pm Enrica Medori). In quell’occasione la donna e il suo attuale compagno si sono costituiti parte civile rappresentati dall’avvocato Monica Passamonti, mentre la difesa era rappresentata dall’avvocato Giulia Forlini.
Dopo la sentenza di secondo grado (di cui si attendono le motivazioni), è stata presentata la richiesta di revoca del divieto di dimora. Richiesta a cui si sono opposte le due parti lese. E il collegio, presieduto dal giudice Armanda Servino, nel respingere la richiesta di revoca ha scritto nell’ordinanza: «Non si apprezzano variazioni del quadro cautelare sopravvenute all’applicazione della predetta misura e che, a tal fine, non assume rilevanza il mero decorso del tempo e il rispetto delle prescrizioni, soprattutto in considerazione della gravità dei fatti oggetto di contestazione» .(d.p.)
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