Botte alla madre per la droga, condannato

3 Ottobre 2018

Tre anni e sei mesi a un quarantenne teramano accusato di maltrattamenti, estorsione e minacce ai familiari 

TERAMO. Per mesi, secondo l’accusa, avrebbe picchiato la mamma per estorcerle i soldi con cui pagare la droga. Maltrattamenti continui che avrebbero reso l’ambiente familiare un inferno. Non solo per la donna, ma anche per il fratello più volte minacciato di morte. Sono accuse pesanti quelle per cui un 40enne teramano è stato condannato a tre anni e sei mesi al termine di un rito abbreviato che si è svolto davanti al gup Marco Procaccini.
L’uomo, che al termine di una perizia è stato dichiarato parzialmente incapace di intendere e volere, è stato condannato anche ad un anno di permanenza obbligato in una Rems (residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza). I fatti contestati all'uomo, che doveva rispondere di maltrattamenti in famiglia, lesioni ed estorsione, risalgono allo scorso anno, con il 40enne che all'epoca, dopo la denuncia del fratello, fu anche raggiunto da una misura cautelare.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini in più occasioni avrebbe maltrattato la madre, arrivando a picchiarla e a procurarle delle lesioni e a minacciare il fratello. Una situazione che sarebbe andata avanti per mesi con la donna colpita più volte anche alla testa e per questo costretta a ricorrere alle cure mediche. Perchè ogni richiesta di soldi per comprare la sostanza stupefacente era accompagnata da aggressioni fisiche. Una condizione diventata non più tollerabile e tal punto che furono gli stessi familiari a chiedere l’aiuto delle forze dell’ordine. Immediate le indagini con un primo rapporto alla Procura (il pm Enrica Medori titolare del caso). Successivamente la richiesta di misura cautelare con gli arresti domiciliari. Ma, dopo un periodo di relativa calma, nuovi maltrattamenti e minacce anche di morte nei confronti dei familiari. Fino ala richiesta da parte della Procura, poi ottenuta, di trasferimento in una comunità terapeutica dove l’uomo ancora si trova. Ieri pomeriggio, poi, la condanna in primo grado per quei maltrattamenti.(d.p.)
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