Botte alla moglie, 21 mesi a un teramano

23 Maggio 2018

TERAMO. Era accusato di aver maltrattato e picchiato la moglie fino a romperle delle costole. Tutto davanti al figlio minore. Per questo a un 58enne teramano il giudice monocratico Flavio Conciatori...

TERAMO. Era accusato di aver maltrattato e picchiato la moglie fino a romperle delle costole. Tutto davanti al figlio minore. Per questo a un 58enne teramano il giudice monocratico Flavio Conciatori ha applicato la pena di un anno e nove mesi così come da istanza di patteggiamento fatta a chiusura delle indagini preliminari e all’epoca rigettata. La pena è stata sospesa. Il pm d’udienza (il vpo Stefania Mangia) aveva chiesto due anni. Per quei fatti l’uomo era finito prima in carcere e poi agli arresti domiciliari. Secondo l’ipotesi della Procura, che aveva avviato le indagini dopo la denuncia della donna, in più occasioni l’uomo l’avrebbe aggredita e malmenata. In una occasione, si legge nel capo d’imputazione, l’avrebbe spintonata a terra fino a romperle delle costole. Solo la presenza del figlio, intervenuto a frapporsi tra la madre e il padre, avrebbe evitato conseguenze ancora più devastanti. E nel capo d’imputazione si cita anche l’episodio di quando, in macchina e sempre alla presenza del figlio, l’uomo avrebbe iniziato ad insultarla fino a perdere il controllo dell’auto finita fuori stra. «La donna», si legge, « spaventata dal suo comportamento cercava di allontanarsi a piedi, ma cadeva a terra procurandosi lesioni al volto e alle ginocchia». Gli episodi di maltrattamenti si sarebbero ripetuti più volte fino a quando la donna non si è presentata al pronto soccorso per farsi refetare. E’ stato il primo passo per far scattare le indagini che successivamente hanno portato l’uomo in carcere. Poi il processo con l’audizione di vari testi citati dalla pubblica accusa e dalla difesa. Fino alla condanna di ieri al termine del processo in cui la donna si è costituita parte civile.(d.p.)
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