Botte alle compagne Due teramani rinviati a giudizio

Hanno 64 e 40 anni: accusati di maltrattamenti e lesioni Il più giovane anche di aver picchiato davanti ai figli piccoli
TERAMO. Età diverse, storie diverse, comportamenti uguali, almeno secondo l’accusa: aver maltrattato per anni le compagne e, nel caso del più giovane, anche davanti ai figli di minori.
Con queste pesanti accuse due teramani di 40 e 64 anni sono stati rinviati a giudizio per maltrattamenti rispettivamente dai gup Roberto Veneziano e Marco Procaccicini.
Ora le accuse dovranno essere provate nel corso dei dibattimenti che si apriranno a giugno e settembre.
Ambienti e generazioni diverse, storie che si ripetono. Nel caso dell’uomo di 64 anni la moglie, da cui nel frattempo si è separato, lo accusa di averla maltrattata fisicamente e psicologicamente negli ultimi dieci anni di convivenza. «Inizialmente solo psicologicamente», ha raccontato la donna, «ma i poi anche con schiaffi e pugni con cui mi colpiva ogni volta che litigavamo». Litigi continui, soprattutto negli ultimi tempi della convivenza, soprattutto per delle questioni economiche.
Stesso scenario nell’altro caso: quello della coppia di quarantenni con lui accusato di picchiare la donna davanti ai due figli piccoli. Secondo la ricostruzione della Procura in questo caso l’uomo avrebbe in più occasioni anche minacciato di morte la donna costringendola a interrompere ogni rapporto con la sua famiglia d’origine che lui non voleva vedere. In una occasione l’avrebbe picchiata, mandandole in ospedale e accusandola di aver visto di nascosto sua sorella e sua madre. Stessa cosa sarebbe successa quando la donna avrebbe visto un’amica per confidarle quello che le stava succedendo.(d.p.)
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