Botte e minacce ai genitori Figli finiscono a processo

15 Gennaio 2020

Rinviati a giudizio un uomo e una donna accusati per due diversi episodi In un caso l’imputata avrebbe preso a pugni il padre allettato e malato

TERAMO. Figli violenti, accusati di maltrattare e minacciare di morte i genitori. In un caso anche, così scrive il pm nel capo d’imputazione, «sferrando pugni al padre gravemente malato e costretto a letto con la sonda allo stomaco per l’alimentazione». Ancora una volta sono dei fascicoli giudiziari a scandire la cronaca di violenze familiari, casi per cui ieri mattina in due sono stati rinviati a giudizio dal gup Marco Procaccini. Si tratta di episodi diversi che coinvolgono una donna di 50 anni e un uomo di 40 anni, entrambi teramani.
Nel primo caso la donna va a processo con l’accusa di maltrattamenti e minacce, maltrattamenti agli anziani genitori e minacce alla badante che aiutava la madre ad accudire il marito malato. Scrive il pm Enrica Medori nel capo d’imputazione: « In più occasioni aggrediva fisicamente e verbalmente i genitori lanciando contro di loro oggetti, sferrando pugni anche al padre gravemente malato e costretto a letto con sonda Peg allo stomaco per l’alimentazione, colpendolo con forza proprio nella zona addominale ove si trova la sonda, torcendogli i piedi, esigendo che gli anziani genitori fossero assoggettati sempre e comunque al suo volere, facendoli vivere nel terrore e come ostaggi in casa; aggredendo e minacciando i genitori e la badante anche avvalendosi di un grosso coltello da cucina, rendendo quindi abitualmente dolorose e insostenibili le relazioni familiari». Stesso violento contesto per l’altro episodio: in questo caso un figlio di 40 anni è stato rinviato a giudizio non solo per maltrattamenti e lesioni agli anziani genitori, ma anche per rapina. Secondo l’accusa, infatti, l’uomo avrebbe preso soldi. Così si legge nella richiesta di rinvio a giudizio del pm Stefano Giovagnoni: «Con violenza e minaccia consistite nel rivolgersi al padre di 71 anni con la frase “ti ucciso a te e a mamma con il coltello, datemi i soldi”, nonchè nello spintonare il padre facendolo sbattere addosso al tavolo della cucina, si impossessava di 20 euro sottraendoli dalla tasche del padre. Dopo circa un quarto d’ora, dopo essere rincasato, con violenza e minaccia, spintonava la madre facendola sbattere contro un mobile della cucina e si impossessava di 30 euro». In un’altra occasione avrebbe minacciato i genitori di colpirli con una sedia e avrebbe urlato: «Vi squarcio con il coltello se non mi date i soldi». Accuse che ora dovranno essere provate nel corso dei rispettivi processi.
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