Bracco: «Spreca soldi pubblici Il Bim deve essere sciolto»

TERAMO. «400mila euro l’anno per costi di gestione e spese di rappresentanza. Riparto del denaro non equo a causa di un tasso di discrezionalità assai discutibile. Criteri ingiustamente punitivi per...
TERAMO. «400mila euro l’anno per costi di gestione e spese di rappresentanza. Riparto del denaro non equo a causa di un tasso di discrezionalità assai discutibile. Criteri ingiustamente punitivi per alcuni Comuni e inspiegabilmente premianti per altri. Nell’ottica del taglio delle spese improduttive e inefficienti e di soppressione degli enti inutili, il Bacino imbrifero montano Vomano-Tordino, consorzio composto da 26 Comuni teramani, deve essere sciolto». Questa la presa di posizione che il consigliere regionale di Sinistra Italiana Leandro Bracco ha reso nota tramite un comunicato stampa.
Dopo aver ricordato che la legge regionale prevede che in caso di scioglimento dei Bim «le funzioni, i beni mobili e immobili, le attività e passività, i rapporti giuridici e i mezzi finanziari nonché i proventi derivanti dai sovracanoni, sono trasferiti direttamente ai Comuni», Bracco evidenzia: «Il Bim Vomano-Tordino gestisce un bilancio di poco inferiore ai due milioni di euro l’anno, di cui circa il 20% riservato ai costi di gestione e rappresentanza, denaro che viene quindi sottratto alla disponibilità delle amministrazioni comunali che sono membri del Bim stesso. A ciò si aggiunga che il resto dei fondi del Bacino medesimo vengono distribuiti con riparto non equo fra i vari Comuni consortili e senza tener conto della proporzionalità del sacrificio che i diversi territori sopportano in termini di concessione delle derivazioni d’acqua. La discrezionalità attraverso la quale il consiglio direttivo del Bim, composto da cinque persone, attribuisce le risorse», nota il consigliere di Si, «non offre garanzie che i fondi stessi non vengano assegnati attraverso logiche clientelari ingiustamente punitive per certe realtà e, viceversa, ingiustamente premianti per altre. Appare pertanto quanto mai opportuno favorire la modifica della legge regionale in vigore al fine di consentire, anche in un’ottica di spending review, lo scioglimento del Bim Vomano-Tordino».
Bracco rileva infine che alla presidenza del consorzio figura Moreno Fieni, già collaboratore del Partito Democratico presso il consiglio regionale.

