Braga, 350 studenti ma serve la sede

Il presidente Valente: «Stiamo risolvendo la questione dei debiti pregressi con il vecchio personale»
TERAMO. Ci sono ancora due nodi importanti per l’istituto musicale Braga, ma a un anno dall’ottenimento della statizzazione, con tanto di festa di compleanno nei locali del Comi, il presidente Sergio Quirino Valente guarda con serenità al futuro. «Come conservatorio» spiega «abbiamo 350 allievi e un corpo docente di 28 unità completamente rinnovato. Adesso le attività e i dipendenti dipendono dal ministero dell’istruzione, università e ricerca e dunque siamo totalmente assimilati agli statali anche per ciò che riguarda le indennità del personale. Spero per il futuro di non dover più bussare cassa agli enti e di poterci concentrare solo sulle attività musicali».
I nodi restano e riguardano le pendenze con il vecchio personale docente, quello sì, legato ai contributi degli enti finanziatori in passato, ma anche il problema della sede. «Circa i debiti pregressi del liceo musicale», spiega Valente, «abbiamo avviato delle trattative con gli enti locali che approderanno in un confronto convocato per il 12 marzo. Alcune pendenze sono state regolarizzate grazie ai contributi concessi dalla Regione per l’Alta formazione musicale, ma restano ancora una decina di mensilità arretrate per i docenti che hanno chiesto il trasferimento in altre sedi. Con loro stiamo giungendo a una soluzione e auspichiamo nell’ultimo sforzo degli enti finanziatori per chiudere la partita con il passato». Ancora irrisolto il problema della sede che la Provincia ha concesso temporaneamente al Comi per ospitare le attività fino a primavera. Presto allievi e docenti dovranno abbandonare anche i locali del Comi per essere accolti con ogni probabilità nei locali della scuola media Molinari che dovrebbe diventare la sede fissa delle attività in attesa che quella storica di piazza Verdi sia adeguata. Tuttavia sono in corso ancora valutazioni da parte del Comune e non si esclude nemmeno una proroga per il Comi. Su un punto Valente non transige: «Per fare musica serve una sede. Non vogliamo portare problemi ai nostri enti ma vogliamo risolverli. Noi ci occuperemo della gestione, ma è necessario che la sede ci venda concessa senza se e senza ma». Sul rapporto con l’università Valente dice: «La nostra idea è quella di siglare una convenzione con l’ateneo di specializzazione dello strumento che potrebbero ampliare l’offerta formativa».
Marianna De Troia
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