Braga, no alla soluzione convitto

24 Settembre 2015

L’edificio non è agibile, si ripiega sul Forti ma bisogna convincere la preside

TERAMO. Sfuma la possibilità di ospitare le attività del Braga – che dal prossimo mese di ottobre dovrà abbandonare la sede provvisoria del campus universitario – nei locali del secondo piano del convitto nazionale Delfico. Un’ipotesi che era stata prospettata dalla Provincia tra le altre opzioni e accarezzata dallo stesso comitato di sostegno dell’istituto musicale, ma che si è sgretolata per via delle pessime condizioni dell’immobile di piazza Dante, danneggiato dalle infiltrazioni d’acqua piovana e giudicato inagibile al termine di un sopralluogo. Dunque ancora una fumata nera per la sede del Braga, che si aggiunge a quella ricevuta per i locali dell’Ipsia. Resta ancora in ballo l’ipotesi dell’istituto per geometri Forti, ma anche in questo caso la Provincia dovrà attivare un lavoro di mediazione per superare le resistenze del dirigente scolastico Stefania Nardini (preside anche dell’Ipsia) e dell’intero consiglio di istituto. Resistenze motivate dai lavori di adeguamento acustico del plesso di cui le attività musicali necessitano.

Il presidente Renzo Di Sabatino, chiamato in causa dal comitato di sostegno, ha negato l’esistenza di una regia politica contraria alla sopravvivenza del Braga. «La volontà politica della Provincia», dice, «non è mai venuta meno tanto che anche nella redazione del bilancio di previsione stiamo cercando di prevedere un contributo economico o che sommato al valore sede si avvicini al contributo già stanziato dal Comune che è di circa 100 mila euro complessivi». Della somma da erogare, circa 50 mila euro, si parlerà venerdì in sede di consiglio provinciale. «Se poi per sostegno al Braga si intende ripristinare integralmente il contributo stanziato in passato, dobbiamo essere chiari: questo», ha concluso Di Sabatino, «non è più possibile».(m.d.t.)

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