Brand “ Teramo provincia sicura”

7 Giugno 2020

Il ristoratore: «Creiamo un marchio che dia certezze ai turisti»

TERAMO. L’idea è di creare un marchio in grado di attestare che i ristoranti si sono messi in regola con i precetti anti-coronavirus. Un marchio che funga da garanzia per i clienti e in particolare per i turisti. La proposta arriva da un ristoratore che ha due locali, a Teramo e a Martinsicuro, Alessandro De Antoniis. «In questi primi giorni dalla fine del lockdown la situazione è macchia di leopardo: ci sono ristoranti che si sono adeguati alle prescrizioni, creando una serie di procedure a tutela della salute del cliente, mentre in altri casi non ci si è uniformati», esordisce lo chef, «da qui è nata l’idea: creare un protocollo di sicurezza, a cui tutti i ristoratori possono accedere, e depositarlo, creando il marchio “Teramo provincia sicura”».
De Antoniis lancia un appello ai sindaci della provincia, affinché appoggino il progetto. E anche alla Camera di commercio. «E' un brand, che se riconosciuto, sarà dare indicazioni al cliente e soprattutto turista», fa notare il ristoratore, «si può puntare anche su questo per ridare un impulso al turismo, fornendo certezze a quelli che arrivano sulla costa e all’interno. Penso che la Camera di commercio possa prendere l'iniziativa e coordinare tutta l'operazione per arrivare in tempi brevi alla creazione di un marchio». Intanto De Antoniis, con l'ausilio di Piero Aquilini, esperto della Protezione civile, ha creato un manualetto che potrebbe costituire la base delle regole per la creazione del marchio. «Lo metto a disposizione gratuitamente. Penso sia importante la certezza di regole condivise fra tutti gli operatori: è il momento di cercare di fare squadra. Se l'idea funziona sarebbe anche un veicolo promozionale, oltre al fatto che nasce per garantire la sicurezza». Il manualetto è facile e prende in considerazione vari aspetti per meglio orientarsi fra le norme: dai prodotti da usare, a come effettuare il distanziamento, ai flussi di entrata e uscita, alla formazione del personale.
Intanto su ripresa e ristorazione prende posizione Confcommercio che osserva come adesso «con la capacità di offrire qualità si riuscirà a riconquistare la clientela partendo da quella più affezionata. Aver avuto la possibilità di partire prima con le consegne a domicilio poi con l'asporto ha dimostrato che soluzioni alternative possono comunque offrire piccole boccate di ossigeno». Un esempio importante è quello che è avvenuto con le Virtù il 1° maggio, sottolinea Marcello Schillaci che ringrazia Regione e Comune per averlo consentito. «Con la nostra forza di volontà, l'impegno, la voglia e la capacità di offrire prodotti genuini sono convinto che riusciremo ridare vigore alle attività ristorative, nonostante le difficoltà per la riduzione degli spazi e tutte le normative legate alla sicurezza sanitaria», osserva Schillaci. Considerazioni condivise dal presidente di Confcommercio Giammarco Giovannelli: «Adesso è importante che le amministrazioni locali siano vicine alla categoria favorendo ogni possibile iniziativa tesa a incentivare la ripresa». (a.f.)