Brucchi: alle provinciali abbiamo perso tutti

23 Ottobre 2014

Il coordinatore di Forza Italia attacca D’Annuntiis e la Vibrata e delinea il quadro di un centrodestra frantumato: «Non mi ritrovo in una politica senza coerenza»

TERAMO. E’ resa dei conti all’arsenico in casa del centrodestra teramano dopo la sconfitta in Provincia. Il grande imputato è il sindaco di Corropoli Umberto D’Annuntiis, tirato prima in ballo dal deputato Ncd Paolo Tancredi, che ne ha chiesto le dimissioni da vicepresidente Anci, e ora dal coordinatore provinciale di Forza Italia, Maurizio Brucchi. Il sindaco di Teramo, che era stato impegnato per tutta la vigilia delle elezioni a fare il pompiere e a spegnere i fuochi del dissidio interno, con una nota durissima incenerisce D’Annuntiis respingendo al mittente l’accusa di candidature fatte “tra 4 amici al bar”. Ma non solo: delinea anche il quadro di uno schieramento a pezzi.

«Il regalo che il centrodestra ha fatto a Renzo Di Sabatino e al centrosinistra ha molte sfaccettature», spiega Brucchi, «alcune più evidenti, come i voti mancati a Teramo, altre un po’ meno ma comunque riconducibili a questioni di campanilismo spicciolo, a personalismi eccessivi. È innegabile che rappresentanti del centrodestra, durante la campagna elettorale, abbiano con sfacciataggine organizzato incontri e indetto riunioni nelle quali si consigliava a rappresentanti del centrodestra di votare Renzo Di Sabatino». Un atteggiamento grave, secondo Brucchi, «per chi riveste o ha rivestito importanti ruoli nelle fila e nel nome del centrodestra». Brucchi dichiara di aver saputo accettare la sconfitta ma non l’amarezza di una politica in cui non si ritrova, «dove la coerenza è un optional». «Da coordinatore provinciale di Forza Italia non accetto che Umberto D’Annuntiis affermi ora che la scelta del candidato presidente della Provincia di Teramo sia stata fatta con il metodo di “quattro amici al bar”, soprattutto se i quattro amici al bar erano i 22 sindaci che dopo due incontri hanno democraticamente votato ed eletto quale candidato per il centrodestra, Gabriele Astolfi. Forse un po’ in ritardo», dichiara Brucchi, «ma sicuramente in tempo per ricompattarsi e far prevalere il senso di appartenenza a una causa: la vittoria del centrodestra».

Da primo cittadino Brucchi ricorda che troppe volte i sindaci si sono lamentati che «a decidere erano gli altri», i partiti. «Per una volta in cui abbiamo deciso democraticamente noi sindaci, non accettiamo il verdetto. Non può essere». Circa l’incarico all’Anci regionale attribuito a D’Annuntiis, Brucchi fa una valutazione: «Il territorio del sindaco vibratiano, che è stato anch'esso beneficiato da questa nomina, non ha risposto come avrebbe dovuto, se è vero - come è vero, dati alla mano - che in pochissimi, tra Colonnella e Corropoli, hanno votato Astolfi. Abbiamo perso tutti. Ho perso, hanno perso tutti gli amministratori che si riconoscono nel centrodestra, ma soprattutto ha perso la politica, quella con la P maiuscola, che lavora per i cittadini e non per le ambizioni dei singoli».

Marianna De Troia

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