Brucchi: «Asl scippata di 36 milioni»

21 Marzo 2015

Il sindaco cerca di bloccare il taglio di 336 precari causato da un decreto regionale e vuol riavere i fondi sottratti in 3 anni

TERAMO. Il sindaco Brucchi non ci sta. Lo spettro del mancato rinnovo del contratto di lavoro ai 336 precari della Asl non è accettabile. Tantopiù se si considera che dal 2012 la Asl di Teramo ha regalato alla Regione più di 36 milioni e mezzo di euro.

«Io sono seriamente preoccupato come sindaco e come presidente del comitato ristretto dei sindaci», esordisce, «per le ripercussioni che si avranno se la Regione non rivede quel decreto che di fatto determinerà un blocco delle attività della Asl di Teramo. Dovrà tagliare personale precario, fra cui 40 medici, infermieri e ausiliari, magazzineri, addetti alla distribuzione del vitto. Salterà anche la struttura creata per velocizzare gli appalti: tutte le gare, ad esempio per l’acquisto di nuovi apparecchi, si fermeranno. E' come se la Asl fosse costretta a chiudere uno dei tre ospedali periferici: i numeri sono l'equivalente di un ospedale. Un’ipotesi assolutamente da scongiurare. La sanità teramana è garantita solo dal pubblico, noi non abbiamo privati, a differenza di tutti gli altri territori. Quindi non andiamo trattati come agli altri, non sono possibili tagli lineari, ma vanno valutati territorio per territorio».

Il cittadino teramano, ribadisce Maurizio Brucchi, subirebbe un «danno pazzesco». Tantopiù che la Asl di Teramo ha una carenza storica di personale: il direttore generale Roberto Fagnano ha più volte ribadito che servono 600 unità in più. «Noi», riprende Brucchi, «ci siamo ritrovati col blocco delle assunzioni che non ci ha permesso di dotarci di medici, infermieri e ausiliari e questo ha continuato a penalizzare il nostro territorio. Ora che si era cercato di dare risposta alle carenze, arriva il decreto della Regione, che sappiamo deriva da un decreto nazionale. Ma non possiamo continuare a subire qualcuno che a Roma decide di fare delle cose senza sapere quali sono le ripercussioni. E' vero che adesso si sbloccano le procedure per assunzioni a tempo indeterminato, ma ci vuole tempo». Per questo il sindaco di Teramo chiede «al governo regionale di rivedere il decreto: ne faccia uno “ponte” che permetta di garantire servizi essenziali e di assistenza al paziente in attesa delle assunzioni a tempo indeterminato che però devono essere velocizzate».

Ma quel che più contraria Brucchi è che tutto questo si somma a una espoliazione che dura ormai da anni. «Teramo ha dimostrato sempre di essere una Asl virtuosa: ha chiuso il 2012 con un utile di 23 milioni di euro: soldi mai tornati sul nostro territorio. Di questi 10 milioni sono stati dirottati all'Aquila. Nel 2013 la Asl ha poi risparmiato 8 milioni: chiedo a Luciano D'Alfonso che non facciano la fine degli altri 23. Vanno restituiti ai teramani. Tantopiù che nel 2014 il budget è stato tagliato alla fonte di 5 milioni 675mila euro. Invece alla Asl dell’Aquila hanno dato 29 milioni in più, a quella di Chieti 10 in più. Non è accettabile un sistema secondo cui chi è spendaccione prende soldi e chi fa economia li perde. Invece chi gestisce bene deve poter godere del risparmio. Ne abbiamo parlato nel comitato ristretto dei sindaci: risorse devono tornare a Teramo. Sono stati tolti alla nostra comunità 36 milioni in tre anni: non è accettabile». Su entrambi gli argomenti, strettamente correlati, Brucchi scriverà una nota alla Regione.

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