Brucchi: «Basta tagli alla sicurezza»

11 Aprile 2017

Il sindaco critica le scelte del governo ed elogia l’operato delle forze dell’ordine

TERAMO. Il problema della sicurezza torna in primo piano, anche a Teramo, soprattutto dopo il colpo dei banditi che hanno fatto esplodere il bancomat della Tercas di viale Crispi, un episodio che ha colpito molto l’opinione pubblica cittadina, anche perché è stato l’ultimo di una lunga serie. Di questa esigenza vuole farsi portavoce il sindaco Maurizio Brucchi perché, dice, quello della sicurezza è un tema che i cittadini gli pongono spesso. «Otto scassinamenti con l’esplosivo nel nostro territorio è una cosa che non si era mai vista», dice il sindaco, mettendo in evidenza anche il fato che questi episodi avvengono in un territorio «che sta vivendo da mesi la paura del terremoto». Brucchi elogia l’impegno delle forze dell’ordine – «le possiamo solo ringraziare, fanno un lavoro pazzesco per uno stipendio basso» – ma critica la politica del governo «che continua a tagliare sulla sicurezza: le forze dell’ordine sono ai minimi storici e diventa un problema anche il controllo del territorio teramano». «Oggi si parla molto di legittima difesa», aggiunge, «ma è molto triste perché certifica il fallimento dello Stato in una delle sue funzioni fondamentali: quella di tutelare la vita e la sicurezza dei suoi cittadini. Per tornare a tutelare i cittadini le cose da fare non sono molte. La via maestra è quella di avere processi veloci, di tenere in galera i delinquenti pericolosi, di assicurarsi che il carcere smetta di essere l’università del crimine, di sequestrare tutti i beni dei delinquenti per garantire a tutti che il crimine non paga. Per fare tutto questo non ci vuole un miracolo. Nel frattempo possiamo però fare subito una cosa: mettiamo le forze dell'ordine nelle condizioni di poter fare il loro lavoro». Il sindaco pone anche l’accento sul controllo dell’immigrazione: «Non dico che l’immigrazione equivale a delinquenza, non è così, ma non possiamo continuare a fare entrare chiunque nel nostro territorio». E poi c’è il capitolo che riguarda proprio Teramo con la decisione di chiude la sezione della polizia postale: «È una scelta sbagliata», afferma Brucchi, «ci viene a mancare un presidio importante per il contrasto ai reati informatici. Anche questo abbassa il nostro livello di sicurezza». (e.a.)

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